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Asti: la vendemmia aspetta con ansia i voucher

Si attende con ansia da parte dell'Inps una circolare che ne aggiorni la procedura di riattivazione

Coldiretti Asti sollecita per la riattivazione dei voucher

A 10 anni esatti dal varo dei primi voucher sperimentali per l’agricoltura, dopo un anno di inapplicabilità, si attende con ansia da parte dell’Inps una circolare che ne aggiorni la procedura di riattivazione. La vendemmia è imminente e i viticoltori vorrebbero essere sollevati dalla trafila burocratica ordinaria per l’assunzione di manodopera: con i voucher si risparmia tempo e si assoldano più facilmente i vendemmiatori.

“Il decreto “dignità” varato dal governo – spiega Pierluigi Musso, responsabile fiscale e tributario di Coldiretti Asti – concede di fatto la riattivazione dei voucher, ma mancano ancora le istruzioni da parte dell’ente di previdenza. In particolare come deve avvenire il passaggio del denaro dall’azienda agricola, all’Inps e al lavoratore”.

Ad Asti monitora la Coldiretti

Gli uffici di Coldiretti Asti, questa settimana sono chiusi per le ferie estive, ma riapriranno già lunedì e sulle porte di ingresso sono affissi i numeri di emergenza fra cui quello per il servizio assunzioni. Praticamente si stanno rivivendo le stesse sensazioni dell’estate 2008, quando con ansia e apprensione si attendeva la circolare dell’Inps per l’attivazione dei primi voucher. Dopo anni e anni di richieste da parte di Coldiretti, partite proprio dall’Astigiano, il 14 febbraio 2003 fu varata la legge istitutiva, ma l’effettiva entrata in vigore avvenne dopo un lustro, il 19 agosto 2008 quando l’Inps emanò un’apposita circolare con le procedure di attivazione. All’epoca il varo dei voucher, detti anche buoni lavoro, avvenne in via sperimentale e solo per l’agricoltura e in particolare per la vendemmia.

Il picco di utilizzo dopo l’estensione

Dal 2009, con il governo Berlusconi, i voucher furono poi estesi alle amministrazioni pubbliche, all’edilizia, all’industria e al trasporto, raggiungendo il picco di utilizzo con l’aumento, da 5 mila a 7 mila euro, del tetto massimo percepibile del lavoratore introdotto dal governo Renzi con il Jobs Act.

Un anno fa ci fu l’abolizione da parte del governo Gentiloni, principalmente per evitare un referendum, ma anche verosimilmente per contenerne l’utilizzo che però per il settore agricolo, anche nel suo massimo fulgore non ha mai toccato il 2% del totale dei voucher emessi, rimanendo pressoché stabili negli ultimi 5 anni, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro.

Il commento del presidente Reggio

Il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio, sollecita l’Inps con una battuta ironica ma fino ad un certo punto: “Speriamo che ci possa essere una coincidenza di date fra il 2008 e il 2018 e quindi entro il 19 agosto (al limite il lunedì 20, visto che cade di domenica) l’ente previdenziale possa sciogliere le ultime modalità per l’acquisto dei voucher da parte degli agricoltori che qui nell’Astigiano sono ormai prossimi alla raccolta dell’uva, delle mele e delle nocciole. Sarebbe un grave danno se così non fosse, d’altra parte il decreto del governo contiene già tutte le indicazione di applicazione”.

“Sappiamo già – sottolinea Musso – che potranno usufruire dei voucher i pensionati, gli studenti con meno di 25 anni di età e i disoccupati titolari di indennità di disoccupazione o cassa integrati. Inoltre i nuovi voucher una volta attivati dovranno essere utilizzati entro 10 giorni”.

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