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Abolito il ticket sui farmaci: dal primo marzo non si pagherà più

Lo ha deciso l'assessorato alla Sanità. Riguardava circa 1 milione di piemontesi. Abolizione frutto dei risparmi sulla spesa farmaceutica

Esenzione per tutti

Buona notizia per tutti i piemontesi: dal primo marzo ogni volta che andranno in farmacia ad acquistare un farmaco, non dovranno più pagare il ticket. Dunque l’esenzione dal ticket si estenderà a tutti perché il ticket stesso non esisterà più. La Giunta regionale, infatti, ha deliberato di cancellare la cosiddetta “quota fissa di compartecipazione farmaceutica” a carico dei cittadini in vigore dal 2002.

Buona notizia per 1 milione di piemontesi

Attualmente erano poco più di 1 milione i piemontesi che dovevano corrispondere il ticket variabile fra l’1 e i 2 euro ad ogni confezione di medicinale, ma dal primo marzo, grazie ai risparmi sui costi della farmaceutica, le casse della sanità piemontese possono farne a meno.

Grazie ai risparmi

Solo nel 2018, infatti, la Regione ha ridotto di 27,7 milioni di euro la spesa sulla farmaceutica convenzionata rispetto all’anno precedente spingendo gli amministratori ad abolire il ticket per far redistribuire sui cittadini i benefici del risparmio effettuato.

Era una “tassa sulla salute”

«Il Piemonte diventa una delle prime regioni italiane ad aver completamente abolito il ticket sui farmaci – sottolineano il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta – Cancelliamo una tassa sulla salute: un vantaggio per i cittadini che non devono più sostenere un costo, ma anche una riduzione della burocrazia per gli stessi cittadini e per la pubblica amministrazione.

Spesa sotto controllo

D’altronde – precisa l’assessore Saitta – il ticket sui farmaci era stato pensato con l’obiettivo di controllare e calmierare la spesa farmaceutica. I dati degli ultimi anni ci dicono invece che non esiste alcuna correlazione fra le due cose: la spesa nelle singole regioni è variata in modo indipendente dall’applicazione dei ticket. Nei fatti era diventata soltanto una tassa».
Così, dal primo marzo, il Piemonte si aggiunge alla piccola élite di altre regioni che non fanno pagare il ticket: Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna.

Motta: “Traguardo dopo complesso lavoro”

Grande soddisfazione è stata espressa da Angela Motta, vicepresidente della Regione: «Si arriva a questo risultato dopo un lungo e complesso lavoro: negli ultimi cinque anni abbiamo rimesso in sesto i conti di una regione tecnicamente fallita, uscendo a fatica da un piano di rientro che è costato molto in termini economici, ma che ci ha soprattutto impedito di realizzare da subito il nostro programma sulla sanità».

Le ricette dureranno sei mesi

E, sempre per i piemontesi che si rivolgono alla sanità pubblica, è in vista un altro importante cambiamento: è di prossima approvazione un provvedimento che porta dagli attuali due ai futuri sei mesi la validità delle ricette per prenotare esami e visite specialistiche. Intesa raggiunta dall’assessore Saitta con i medici di base che da tempo chiedevano un provvedimento in questa direzione in quanto 60 giorni di validità erano considerati troppo pochi. Molti, infatti, lasciavano scadere le ricette ed erano costretti a tornare dei medici di famiglia per farsi rilasciare una nuova prescrizione.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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