243 borse lavoro da 500 euro al mese:chi può far domanda
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243 borse lavoro da 500 euro al mese:
chi può far domanda

Buone notizie per quanti sono in attesa di un lavoro. Nell'ambito del progetto Pisu presentato dall'amministrazione comunale è stato attivato un importante pacchetto occupazionale, destinato

Buone notizie per quanti sono in attesa di un lavoro. Nell'ambito del progetto Pisu presentato dall'amministrazione comunale è stato attivato un importante pacchetto occupazionale, destinato a dare sostegno a quanti sono in attesa di un lavoro. Il comune ha predisposto 243 borse lavoro di 488,50 euro mensili ciascuna, affinché possano trovare un impiego quanti lo stanno cercando, nella prospettiva che poi, nell'azienda, il lavoro possa diventare anche definitivo. "Speriamo ci possano essere prospettive future – ha detto il sindaco Fabrizio Brignolo nel corso della conferenza stampa tenuta con l'assessore Piero Vercelli e con l'educatrice Roberta Manzella ed organizzata per presentare il progetto – che le nostre borse lavoro non rimangano fini a sé stesse". Potranno fare richiesta, ritirando il modulo in comune e riconsegnandolo compilato entro il prossimo 22 gennaio prossimo, tutti gli astigiani abitanti nella zona Sud-Ovest della città. L'elenco delle vie interessate saranno indivcate sul modulo stesso. "Noi crediamo in questo progetto – ha continuato il sindaco – prova ne sia che abbiamo distratto risorse da altre parti e le abbiamo convogliate in questa direzione".

Il Comune, quindi, crede in questo percorso e lo vede come una prospettiva buona per quanti cercano lavoro, un inizio da non sottovalutare. Nella zona Sud-Ovest della città sono stati calcolati circa 1.500 disoccupati, tutti potenziali fruitori del progetto. I posti sono solo 243 e quindi ci dovrà essere una selezione. A chi spetterà questo compito? Al comune, più precisamente agli uffici dei Servizi Sociali. Fatta la selezione, i "borsisti" verranno affidati alle agenzie di formazione che si sono aggiudicare il bando, le quali predisporranno il mese di formazione e poi i sei mesi di attività vera e propria.

L'orario di lavoro sarà di circa 30 ore settimanali, ma potrà essere concordato caso per caso con la stessa agenzia di formazione in base alle necessità dell'azienda e alla tipologia di lavoro scelta. Gli unici requisiti per partecipare al progetto sono l'iscrizione al Centro per l'Impiego, essere residenti nella zona sud-ovest della città, in una delle vie indicate dal Comune e per gli extracomunitari anche il regolare permesso di soggiorno. I cassintegrati non potranno prendere parte a questo percorso lavorativo. I 243 aventi diritto sono stati suddivisi in tre categorie differenti: 133 posti sono destinati agli adulti, 70 alle donne e 40 agli extracomunitari. Ogni settore sarà gestito da una agenzia diversa. Attualmente sono state disposte dal Comune in totale circa 150 borse lavoro, per un impegno economico complessivo di circa 1 milione e 300 mila euro.

"Stiamo già collaborando con le associazioni di categoria per individuare aziende a cui interessi avere qualche borsista all'interno – ha detto l'assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli – Le aziende sono dislocate in tutto il territorio astigiano e si potrà richiedere qualsiasi tipologia di lavoro". Predisposto il progetto, ecco arrivare le polemiche. Questa volta a mettere il dito nella piaga è stato il consigliere di minoranza ed ex sindaco della città Giorgio Galvagno che dopo aver sottolineato la bontà dell'iniziativa, si è subito chiesto perché offrire la possibilità di una borsa lavoro solo ai disoccupati di una zona specifica della città. "E gli altri? Perché discrimare? – ha detto Giorgio Galvagno – In questo caso non si tratta di realizzare un'opera che viene fatta in una zona della città ma serve a tutti. Si tratta effettivamente di offrire opportunità solo ad una porzione di città, discriminando tutto il resto e questo non è giusto. Un'amministrazione non deve comportarsi in questo modo".

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