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A Cortandone un incontro sul 5G

Medici, ingegneri e tecnici hanno illustrato opportunità e rischi del 5G

Cinque i comuni astigiani individuati per lanciare l’“internet delle cose”

Una sala affollata e un pubblico attento e preoccupato hanno accompagnato l’incontro di ieri sera a Cortandone sul 5G. Presenti molti sindaci del territorio, cittadini dei paesi limitrofi e degli altri comuni astigiani selezionati dal Mise tra i 120 in tutta Italia per avviare la nuova tecnologia e uscire così dal digital divide che li caratterizza. Tra i relatori medici, ingegneri e tecnici che hanno esposto tesi contrastanti tra opportunità e possibili rischi per la salute.

La situazione attuale e i possibili rischi

Ad aprire l’incontro un dettagliato intervento di Paolo Orio, medico veterinario, presidente e cofondatore dell’Associazione Italiana Elettrosensibili che ha sottolineato due tipologie di effetti riconducibili all’utilizzo del cellulare e all’inquinamento elettromagnetico: effetti termici, di cui tutti abbiamo avuto esperienza dopo una lunga telefonata con il cellulare appoggiato all’orecchio, ed effetti biologici-sanitari supportati da scienziati, ricercatori e tribunali a partire dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino del 2017 che ha confermato un nesso tra uso prolungato del cellulare e tumore al nervo acustico ribadendo i sospetti di imparzialità degli studi scientifici non indipendenti. Rischi sostenuti anche dall’intervento della dottoressa medico-chirurgo Laura Moraglio dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente: «Compito del medico – ha spiegato – è considerare l’ambiente quale fondamentale determinante della sanità dei cittadini e in questo senso i campi elettromagnetiche, al pari di pesticidi, microplastiche, smog, inquinanti delle acque, possono essere la causa principale o la concausa di danni anche gravi per la salute, in particolare per feti, bambini, donne in gravidanza e malati. Gli effetti biologici negativi per l’uomo e per l’intero ecosistema legati all’esposizione ai campi elettromagnetici attualmente in uso sono comprovati. Nulla sappiamo sugli effetti del 5G, ma dal punto di vista medico non è accettabile esporre la popolazione a un rischio esponenziale sconosciuto». A partire dai dati medici certi attualmente disponibili, l’allarme lanciato dal dottor Orio: «Con il 5G si prevede l’installazione di un milione di antenne sull’intero territorio italiano e di 50 mila satelliti nello spazio con un campo magnetico costante su tutto il pianeta e al quale si sommeranno le frequenze attualmente in uso. Non a caso sono sempre di più le nazioni e i comuni italiani (134 a oggi) che hanno detto Stop5G e che oggi, sabato, si riuniranno in una manifestazione di piazza». 

Ma come funziona il 5G e a cosa serve?

Il 5G è la quinta generazione delle reti radiomobili cellulari e viene chiamato l’“internet delle cose”, permetterà di scaricare un gran numero di dati in brevissimo tempo e di fornire una risposta immediata, due caratteristiche che comporteranno un grande balzo in avanti nella tecnologia dei prossimi venti-trent’anni rendendo possibili utilizzi che con le reti attuali possiamo solo immaginare come auto senza pilota e interventi chirurgici a distanza. «Per fare tutto ciò il 5G adotterà tre diverse bande di frequenza: 700 MHz e 3.4-3.8 GHz, già in uso dall’attuale tecnologia, e a 26 GHz che saranno utilizzate principalmente per impianti al chiuso a partire dal 2022», ha spiegato Marco Allegretti, ricercatore presso il dipartimento di Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni del Politecnico di Torino ed esponente 5Stelle. «Non sono d’accordo sull’allarmismo nei confronti di questa nuova era tecnologica – ha proseguito – è vero che ci saranno molte più antenne ma il loro potere irradiante sarà molto più basso. Inoltre non dobbiamo dimenticare che la normativa italiana prevede il limite di legge per i campi elettromagnetici più basso al mondo. La scienza non è democratica e non si fa a maggioranza e non è possibile e tantomeno auspicabile fermare il progresso». 

Tante le perplessità dei cittadini

Perché proprio Cortandone è stata la domanda più ribattuta in sala dove, quasi all’unanimità, i cittadini hanno dimostrato di avere scarso interesse per l’accesso a una tecnologia che sentono molto lontana dai loro bisogni, la sensazione di fare da “cavie” e la proposta di potenziare, piuttosto, altri sistemi di connessione veloce come la fibra o l’ADSL. La discussione sul tema del 5G proseguirà in consiglio comunale a Cortandone sabato 8 febbraio con la richiesta da parte di un gruppo di consiglieri di vietare qualsiasi installazione finché non ci saranno studi indipendenti che garantiscano l’assenza di rischi per la salute.

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