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"A Montechiaro persone
entusiaste e competenti"

Sta per correre il suo quarto Palio nella nostra città. Ha debuttato in piazza Alfieri nel 2011, indossando la casacca di Viatosto (settimo posto in finale). Nel 2012 ci ha riprovato per il Borgo

Sta per correre il suo quarto Palio nella nostra città. Ha debuttato in piazza Alfieri nel 2011, indossando la casacca di Viatosto (settimo posto in finale). Nel 2012 ci ha riprovato per il Borgo guidato dal Roberto Boero, non riuscendo però a superare la batteria. Anche l'anno passato, ingaggiato da San Silvestro, ha fallito l'accesso alla finale. Gianluca Mureddu, detto "Filuferro", classe 1979, si appresta a ritentare l'avventura ad Asti vestito di bianco celeste, colori che contraddistinguono il Comune di Montechiaro.

Allora Gianluca, che sia la volta buona? Con quali ambizioni ti presenterai in piazza Alfieri nel prossimo settembre?
«Il Palio si divide in due fasi. Fondamentale superare la prima, vale a dire la batteria, per poi poter puntare al successo. Accedere alla finale, a mio modo di vedere, significa ipotecare almeno un quarto di vittoria. Ovvio che è indispensabile disporre di un purosangue competitivo».

L'approdo a Montechiaro com'è avvenuto? Vi conoscevate già, ti hanno cercato….
«Mi hanno contattato ed abbiamo parlato. Ho subito avuto l'impressione di avere a che fare con persone in possesso di entusiasmo e voglia di fare».

Accordo raggiunto rapidamente?
«Non ci sono stati problemi. Massima sintonia su tutto. Le mie idee collimavano con le loro. Tutto è avvenuto senza intoppi».

Correrai con un purosangue tuo oppure la commissione corsa di Montechiaro ha degli esemplari da proporti?
«I cavalli non mancano. Io posso reperire un paio di soggetti interessanti da provare, ma so per certo che anche i responsabili della commissione corsa di Montechiaro hanno sotto mano valide opportunità. Decideremo insieme e soprattutto per il meglio».

Come organizzi la tua annata? Quanto tempo trascorri in Sardegna e quanto in Toscana?
«Da settembre, in pratica appena ultimata la stagione dei Palii, mi sposto nella mia terra (Gianluca è nativo di Nuoro, n.d.r.) e qui resto fino a gennaio-febbraio. Poi con l'inizio dell'attività legata alle corse in provincia mi sposto in Toscana».

Riguardo ai Palii, quali sono i migliori risultati che hai ottenuto in carriera?
«Ho vinto a Bomarzo, Bientina, Castel del Piano e Castiglion Fiorentino. Relativamente alla stagione 2014 ho già ingaggio a Bientina, dove correrò per Viarella, e a Castiglion Fiorentino. Qui non posso ancora però rendere noto il nome della Contrada. Quasi fatta anche a Fucecchio, dove devo soltanto più limare alcuni particolari per chiudere un ingaggio. Ovviamente poi c'è Asti.»

Ti manca la vittoria in un Palio importante: Siena, Asti, Legnano…
«Io corro sempre col cuore e in ogni Palio ci metto il massimo impegno. Soprattutto gareggio per me e per la Contrada, o Borgo o Rione che dir si voglia, che mi ha affidato la casacca e che avuto fiducia nel sottoscritto».

A Siena una sola presenza, nel 2009, col Leocorno…
«Sì, anche se nel 2012 era fatta con la Chiocciola ma il cavallo si infortunò. Vorrei però che gli appassionati e gli addetti ai lavori andassero a visionare i filmati della "tratta" senese. Come ho montato, la voglia che ci ho messo, l'impegno costante. Purtroppo spesso questi particolari non vengono notati».

Per concludere torniamo ad Asti e alla sua pista…
«Non vorrei sembrare banale o "facilone", ma a mio parere tutte le piste sono uguali. Non sono i tracciati a fare la differenza, ma i cavalli. Un Palio lo si programma e lo si vince scegliendo il purosangue più adatto. E' capitato un sacco di volte che Borghi, Rioni o Comuni si siano accaparrati ottimi purosangue da ippodromo, per poi rendersi conto che gli stessi fornivano nei Palii un rendimento ben al di sotto delle aspettative. E' questo l'errore che bisogna evitare».

Massimo Elia

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