Adozioni: emozioni e ricordidei "nuovi genitori"
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Adozioni: emozioni e ricordi
dei "nuovi genitori"

L'adozione è una scelta fatta con amore, che nasce dal desiderio di una coppia di dare una casa e affetto a bambini e bambine rimasti soli, e allo stesso tempo di vedere coronata la propria

L'adozione è una scelta fatta con amore, che nasce dal desiderio di una coppia di dare una casa e affetto a bambini e bambine rimasti soli, e allo stesso tempo di vedere coronata la propria immagine di famiglia. Un percorso, però, che sempre più si dimostra irto di difficoltà e ostacoli per la coppia che decide di avvicinarsi a questa scelta, complice indiscutibilmente la difficile congiuntura economica. Stando ai dati del CISA, il consorzio socio?assistenziale che tra le varie attività nel sud della Provincia si occupa di seguire con i suoi operatori le famiglie affidatarie e adottive in un percorso condiviso di crescita, il numero di richieste di adozione è negli anni diminuito.

Un trend che purtroppo riflette l'andamento regionale e su più larga scala quello nazionale. La precarietà economica scoraggia chi non può avere un figlio naturale ad avviare le pratiche per l'adozione, soprattutto se si considera il grande impegno in termini di tempo che la procedura comporta: incontri con psicologi e assistenti sociali spesso in orario di lavoro. Una libertà che chi ha un contratto precario non può permettersi. Per non parlare dell'adozione internazionale, la possibilità cioè di ottenere la podestà genitoriale per un bambino proveniente da un paese straniero e i cui costi non sono proprio alla portata di tutti. Si calcola che in media per il disbrigo delle pratiche burocratiche, la presenza di un interprete e i costi per il viaggio e il soggiorno del paese straniero si arrivi a spendere intorno ai 20 mila euro. Stando ad alcune esperienze anche qualcosina in più, soprattutto se non ci si affida ad Enti seri e riconosciuti.

Tali Enti, con la sola eccezione dell'Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali della Regione Piemonte, hanno natura privata e non ricevono finanziamenti statali o regionali per lo svolgimento della propria attività. L'istituzione da parte della Regione Piemonte di questa Agenzia per le adozioni internazionali costituisce, dunque, la prima forma di partecipazione diretta del settore pubblico alle spese generali per i servizi finalizzati all'adozione internazionale. La legge 31 dicembre 1998, n. 476 ha previsto alcuni benefici per facilitare le coppie che adottano all'estero. Essa consente di poter dedurre dalla denuncia dei redditi nella misura del 50% le spese sostenute per l'adozione e certificazione dall'Ente autorizzato. Le adozioni internazionali hanno però un vantaggio rispetto a quelle nazionali: ossia sono esenti dal rischio giuridico, dalla possibilità che il minore sia restituito alla famiglia d'origine. Le tempistiche dell'adozione internazionale sono poi molto lunghe, anche fino a tre anni dal momento in cui si presenta la domanda, mentre per quella nazionale si parla dai 12 ai 14 mesi.

Tempi più rapidi, dunque, ma il numero dei bambini italiani in stato di adottabilità è nettamente inferiore rispetto al numero delle domande. Con le nuove normative si sono ulteriormente ristretti i casi in cui un bambino italiano può essere giudicato adottabile. Nonostante le difficoltà, resta comunque alto il numero di coppie che ogni anno, a livello nazionale, decide di donare una famiglia ad un piccolo abbandonato. Sia per rispondere al desiderio di una genitorialità mancata sia che si voglia dare un fratellino o una sorellina ai propri figli naturali, così come testimoniano due astigiani che abbiamo ascoltato. Esperienze diverse (chi proviene dal percorso dell'adozione nazionale e chi invece da quella internazionale) ma accumunate da uno stesso denominatore: il desiderio di offrire amore.

Lucia Pignari

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