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Anche Asti ha i suoi primi vaccinati contro il Covid-19

Somministrate le prime dosi del vaccino: tra i beneficiari anche alcuni infermieri della rianimazione dell'ospedale Massaia

È stato il commissario straordinario dell’Asl AT, Giovanni Messori Ioli, il primo cittadino a ricevere, nell’Astigiano, la prima dose di vaccino contro il Covid-19. E’ successo oggi, poco prima di mezzogiorno, in una stanza della Casa di Riposo “Città di Asti” dove, in occasione del Vaccine Day, si sono ritrovate le autorità locali, i rappresentanti dell’Asl e i giornalisti.

Messori Ioli è stato il primo, ma subito dopo è toccato al dottor Claudio Lucia, presidente dell’Ordine dei Medici di Asti. Quindi è stata la volta del dottor Maggiorino Barbero, Direttore SOC Ostetricia e Ginecologia. Sono loro i tre medici scelti per dare il via alla campagna di vaccinazione contro il virus, ma non solo.

Anche tre infermieri che lavorano nel reparto rianimazione del Cardinal Massaia sono stati tra i primi a ricevere la dose del vaccino BioNTech/Pfizer. Si tratta di Martina Alessio, Stefania Santo e Stefano Bertocchini.

“Siamo molto emozionati, ma anche molto contenti perché il vaccino è la speranza che attendavamo – commentano Stefania e Stefano – Abbiamo sempre creduto nella Scienza e quello che facciamo ogni giorno in ospedale è basato sul lavoro sviluppato dagli scienziati”.

Per tutti loro l’appuntamento con la seconda dose del vaccino sarà fra 21 giorni, ma prima ancora, fra una settimana, inizierà la campagna massiccia di vaccinazione tra gli operatori sanitari e i degenti delle RSA ad un ritmo di circa 3.000 dosi alla settimana.

“Siamo emozionati perché questa è una giornata storica – è il primo commento del commissario Messori Ioli – C’è emozione anche tra i cittadini perché questo giorno sarà studiato sui libri di storia dai nostri figli e dai nostri nipoti. Per quanto mi riguarda faccio questo vaccino perché è sicuro, funziona e non ci sono dubbi su questo. Né possiamo permette che venga fatta della dietrologia o ci siano speculazioni a riguardo”.

Sono stati 39 gli ulteriori astigiani, operatori sanitari, ma soprattutto ospiti della Casa di Riposo “Maina”, che questa mattina hanno ricevuto la prima dose del vaccino BioNTech/Pfizer. “Vaccinarsi consente di continuare a vivere – commenta il sindaco di Asti Maurizio Rasero, anch’egli presente all’arrivo dei vaccini scortati dalla polizia – Se tutte le organizzazioni sanitarie dicono che sia possibile vaccinarsi in maniera sicura non vedo perché bisogna pensare il contrario e che dovrebbero mettere a repentaglio la vita delle persone. E’ un vaccino facoltativo, ma chiedo a chi non intende assumerlo di non fare neanche della disinformazione. Per quanto mi riguarda, appena verrà il mio turno, farò il vaccino senza alcun dubbio”.

Dell’importanza della vaccinazione come unica strada per uscire dall’emergenza ne ha parlato anche il dottor Claudio Lucia pochi minuti dopo aver ricevuto la prima dose: “Il vaccino ha salvato il mondo, come nel caso della poliomielite, – spiega – e quindi è importante che tutti si vaccinino. Dobbiamo farlo per tornare alla vita normale, perché non vogliamo più vedere tutti questi decessi e anche per salvare l’economia: il vaccino è sicurissimo e confido che tra l’estate e l’autunno usciremo da questa situazione. Però, nel frattempo, non dobbiamo abbassare la guardia”.

Nel cortile del Maina, tra le autorità presenti per questa giornata storica, c’era anche il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso: “Sono molto felice che anche Asti sia tra le prime città a ricevere le dosi di questo vaccino e abbiamo iniziato con questi medici affinché siano degli influencer e promuovano l’importanza della vaccinazione. Ora confidiamo di procedere con i tempi previsti della vaccinazione delle altre persone, a cominciare dai nostri anziani che sono i soggetti più fragili che dobbiamo tutelare. Quando arriverà il mio turno farò il vaccino senza indugio perché – conclude Carosso – ne abbiamo bisogno, per stare bene e per far ripartire l’economia”.

Se già si conosce la tempistica dell’inizio della vaccinazione di massa, fra 8 giorni, non si conoscono ancora i numeri precisi degli operatori sanitari astigiani che accetteranno di sottoporsi alla vaccinazione antiCovid. “Il numero definitivo non l’abbiamo ancora, – conclude il commissario straordinario Giovanni Messori Ioli – ma siamo già abbondantemente sopra al 50% e dobbiamo ancora finire di contare tutti i moduli distribuiti tra gli operatori”.

Ma, nel frattempo, il V-Day continua in tutta Italia con lo stesso entusiasmo visto ad Asti.

[foto Ago]

Riccardo Santagati