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Asti, da sabato oltre 200 tamponi al giorno nelle case di riposo

E' finalmente iniziata la copertura a tappeto di tutti gli anziani e del personale di assistenza. Oggi si è riunita la cabina di regia per le RSA

Su un totale giornaliero di circa 360 tamponi

Finalmente parte davvero a tappeto il controllo dei casi positivi nelle case di riposo dell’Astigiano: da sabato l’Asl sta sottoponendo a tamponi Covid anziani ospiti e personale delle strutture al ritmo di oltre 200 al giorno. Due terzi di quel totale giornaliero di circa 360 tamponi che comprendono anche quelli effettuati in ospedale e sul territorio. Alcuni di questi riescono ad avere l’esito nel giro della stessa giornata (di qui l’impennata dei positivi sui bollettini quotidiani) altri invece devono attendere qualche giorno. I tamponi astigiani, infatti, vengono processati sia dal laboratorio della nostra Asl che ad Alessandria, al Cdc e all’Istituto Zooprofilattico di Torino.

Oggi prima riunione della cabina di regia

Un lavoro di screening sanitario che andrà a rafforzare quello della cabina di regia per le Rsa attivata proprio oggi in Provincia su disposizione della Prefettura.
Un “tavolo” cui partecipano, oltre alle due istituzioni già citate, anche l’Asl, i sindacati di medici, infermieri e Oss, i Consorzi socio assistenziali, il Comune di Asti e tutti i rappresentanti delle gestioni e proprietà delle case di riposo che si trovano in provincia di Asti.

Mappa dei positivi per i sindaci

A questa cabina di regia non partecipano i sindaci ma a loro è riservato l’accesso alla piattaforma che la Regione Piemonte sta attivando e sulla quale potranno verificare i loro cittadini risultati positivi al Covid 19, quelli posti in quarantena e quelli che, da contagiati, siano guariti e siano ormai negativi.
La cabina di regia, come ha spiegato il presidente della Provincia Paolo Lanfranco, ha principalmente uno scopo di monitorare le situazioni di criticità e di verificare che venga applicato il protocollo disposto dalla Regione.

Alberghi anche per gli  OSS?

Protocollo che, fra le altre cose, impegna le Prefetture a individuare strutture residenziali o alberghiere per l’accoglienza di personale sanitario o assistenziale, così come avvenuto con l’Hotel Palio per medici e infermieri dell’ospedale di Asti. Questo per ridurre gli spostamenti da e verso il posto di lavoro. Ma anche per ricollocare eventuale personale socio sanitario in quarantena. Sempre lo stesso protocollo prevede l’ovvio, ovvero di garantire la protezione adeguata dal rischio di contagio.
Un capitolo a parte per il reperimento di personale socio sanitario, che richiama la delibera di giunta regionale del 20 marzo scorso.
La cabina di regia si riunirà, in videoconferenza, una volta alla settimana.

Le richieste dei sindacati

E alla prossima sicuramente dovrà discutere su alcune richieste proposte dai sindacati per voce di Luca Quagliotti, segretario Cgil Asti.
«Chiediamo di siglare un accordo per le modalità di reperimento del personale oggi drammaticamente carente con conseguente formazione per la sicurezza dei lavoratori e degli ospiti. Inoltre – dice Quagliotti – chiediamo che vengano eseguiti i tamponi anche a tutti gli assistenti domiciliari che continuano a prestare assistenza di casa in casa e a tutti gli operatori ed educatori che lavorano in strutture comunitarie come quelle residenziali per disabili o tossicodipendenti».

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