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Attualità
Sopralluogo

Asti: il bosco (dis)incantato dei Partigiani

Sull’area verde sono state lanciate tante idee, ma ad oggi i problemi continuano ad essere la scarsa manutenzione e la poca sicurezza

Il Bosco dei Partigiani continua ad essere al centro dei desiderata di cittadini, di diverse associazioni, ma anche di iniziative promosse dall’amministrazione comunale. A oggi, però, ci sono soprattutto buoni propositi che attendono di essere, forse, trasformati in atti concreti. Le pagine dei giornali dei mesi passati, prima dell’autunno, hanno dato voce a gruppi di persone e sodalizi che si sono resi disponibili a fare qualcosa per arrestare il degrado e l’incuria di uno dei polmoni verdi più grandi di Asti. Però, vuoi per la pandemia, vuoi per il cambio di stagione, l’attenzione sul Bosco dei Partigiani sembra essere diminuita. Ma non i problemi che continuano ad esserci, anche quelli che apparentemente sarebbero di facile soluzione. Abbiamo effettuato un sopralluogo al Bosco dei Partigiani per vedere se le segnalazioni pervenute in redazione, ma anche lette su Facebook, fossero vere.

Il campo da basket usato come recinto per i cani

Il primo problema che è stato fatto notare riguarda il campetto da basket posto tra le Antiche Mura e la scuola materna. Si tratta di una piattaforma sportiva, dove però manca il canestro, circondata da una rete e con un cancello di accesso. Quest’ultimo è privo di lucchetto e quindi, essendo il campo da basket sempre aperto, qualcuno ha deciso in maniera del tutto fantasiosa di trasformarlo in un recinto per cani. Durante il sopralluogo troviamo, per caso, un uomo con quattro cani che si affretta ad uscire dall’area appena ci vede; ma il problema dei cani sulla piattaforma sportiva, come segnalato anche da Maria Cristina Fasolis, amministratrice della pagina Facebook “Il Bosco dei Partigiani di Asti”, è noto da tempo. Si chiede di chiudere il recinto, magari con un lucchetto, e di consegnare le chiavi alle associazioni che domandano di usare la piattaforma, oggi tenuta pulita dall’iniziativa Progetto Junior dell’Associazione Piemonte Sindrome X-Fragile del Centro Diurno Santo Spirito.

Controlli sulle auto

Al Bosco dei Partigiani c’è anche un accesso, quello su piazza Vittorio Veneto, per i mezzi dell’Asp e per le vetture autorizzate. Ma quali lo sono? Mentre siamo al parco troviamo effettivamente un’auto che entra, sale il vialetto verso la scuola per poi fermare davanti al cancello. Sembra, stando a quanto raccontato da chi passa spesso nel parco, che siano diverse le auto di passaggio e per questo motivo si chiede che ci siano controlli a campione per accertare eventuali violazioni.

I sentieri pericolosi

Al Bosco dei Partigiani ci sono vari vialetti che portano verso le Antiche Mura. Percorsi in condizioni precarie a causa di smottamenti del terreno o delle radici che da sottoterra hanno frantumato il passaggio. Oltretutto mancano le palizzate di sicurezza, tolte dopo essere state vandalizzate e mai più rimesse. I percorsi pedonali sono anche scivolosi a causa delle foglie cadute, mentre la vegetazione a ridosso delle mura è infestante e rende un’impresa avvicinarsi sotto le arcate della struttura in mattoni a vista.

Scarsa illuminazione

Il Bosco dei Partigiani è considerata zona poco sicura, dopo il tramonto, perché scarsamente illuminata e priva di qualsiasi telecamera di sorveglianza. Nella parte più alta del boschetto, a ridosso delle mura, ci sono tracce di bivacchi, rifiuti, confezioni di siringhe, preservativi, etc. che lasciano immaginare frequentazioni di vario genere. C’è chi chiede che il parco venga chiuso di notte e chi reclama più luce. Ma su tutte c’è la richiesta di maggiori controlli, a piedi, da parte delle forze dell’ordine.

L’assessore Morra: «Vogliamo partecipare ad un bando che tutela e recupera i parchi storici»

«In autunno abbiamo tagliato le siepi nel parco, questa settimana verranno abbattuti i tre alberi che, come altri prima di loro, sono stati colpiti dal cancro colorato, una malattia che si sviluppa nei platani a causa di un fungo. Ora stiamo facendo tutti gli accertamenti per partecipare a un bando regionale che vuole tutelare e recuperare i parchi storici. Non si può proprio dire che il Bosco dei Partigiani sia stato dimenticato dalla nostra amministrazione». L’assessore ai Lavori Pubblici Stefania Morra è presente quando facciamo il sopralluogo nel Bosco dei Partigiani. Un incontro casuale mentre attende l’arrivo del sindaco Rasero e di altri tecnici per discutere di nuovi progetti da mettere in atto proprio nell’area verde.

Il bando cui fa riferimento è molto interessante, ma per parteciparvi bisogna presentare un progetto su un’area verde posta sotto tutela perché considerata importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il Bosco dei Partigiani è tutelato? «L’area è vincolata secondo quanto previsto dall’articolo 136 del d.lgs. n. 42 del 2004. Ma stiamo facendo ulteriori verifiche a riguardo».

Il bando potrebbe essere una soluzione, ma nel frattempo ci sono altri interventi, molto più economici, che il Comune potrebbe finanziare per garantire una maggiore fruizione dei giardini. Non si parla solo di mettere un lucchetto al campo da basket, ma anche di arredi urbani più moderni (restyling delle panchine eliminando quelle più vecchie) e la rimozione delle parti di reti abbattute che si trovano a ridosso delle Antiche Mura.

«Segnalare su Facebook non è sempre utile, meglio chiamare il comando o il 112»

Al Bosco dei Partigiani la sicurezza non è mai troppa, ma per garantirla occorrono alcuni interventi strutturali e altri più di routine. Impedire alle persone di usare il campo da basket come recinto per i cani non può essere solo demandato all’educazione dei singoli o alla voglia, di qualcuno, di litigare con chi lo utilizza in maniera impropria. Allo stesso modo la presenza di persone che, secondo quanto riferito, si troverebbero sotto le mura, nella parte più alta del parco, per fare bivacchi notturni non può essere solo segnalata dai residenti di viale Partigiani. C’è necessità di una maggiore presenza delle forze dell’ordine, anche di notte. Una delle richieste fatte al Comune è stata quella di installare delle telecamere anticrimine in zone strategiche del parco, ma non è così semplice.

«In quel parco è molto problematico portare l’elettricità per alimentare le telecamere – spiega l’assessore alla Sicurezza Marco Bona – Ma siamo d’accordo a usarle per dare più sicurezza alla città. Non a caso abbiamo investito circa 800.000 euro per creare più di 70 nuove zone videocontrollate. Un luogo ben illuminato, d’altronde, crea una migliore percezione della sicurezza, ma l’illuminazione del parco l’abbiamo trovata fatta, come quella di piazza Alfieri che pur essendo il centro della città era molto buia. Recepisco le segnalazioni pervenute, anche quella che riguarda le auto nel parco, ma come dico sempre, invito i cittadini a chiamare la polizia municipale o nei casi più gravi, per urgenze, il 112. Anche perché segnalare su Facebook va bene, ma non è sempre il modo più utile per risolvere i problemi».

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