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Asti, piazza del Palio “blu” e Tari più cara: il Bilancio inizia la sua corsa

Oltre all’estensione dei parcheggi a pagamento è stata deciso un ritocco dal 3 al 4,7% delle tariffe per la raccolta dell’immondizia

Sono giorni “caldi” in Comune dov’è iniziata la discussione del Bilancio di previsione 2023, quello che, secondo le intenzioni rese note dal sindaco Maurizio Rasero e dal consigliere delegato al Bilancio Renato Berzano, non andrà a toccare le tariffe dei servizi a domanda individuale, ma avrà come “piatto forte” l’istituzione del maxi parcheggio a pagamento in piazza del Palio. Ben 2.200 stalli blu con i quali il Comune intende recuperare circa 700.000 euro necessari a chiudere in pareggio i conti del prossimo anno. Tutto questo salvo eventuali nuove criticità dovute a un ulteriore incremento dei costi energetici, riscaldamento e luce, che già nei mesi scorsi hanno messo in affanno i conti del Comune con circa 2 milioni di maggiori spese non preventivate.
«Abbiamo rivisto capitolo per capitolo le spese operando uno snellimento, dove possibile, rinviando quelle non strettamente necessarie e urgenti – racconta Berzano – Dei 2 milioni di spese extra siamo riusciti a recuperare 1.300.000 euro con tagli interni, ma restano quei 700.000 euro che sono stati oggetto di ampio dibattito in maggioranza». Dopo aver valutato ogni opzione, dall’aumento delle tariffe di palestre, mense scolastiche, cimiteri, trasporti e perfino portare al massimo le aliquote dell’Imu, alla fine l’amministrazione ha deciso di agire sui parcheggi di piazza del Palio trasformandoli da bianchi a blu. Scelta che ha scatenato le critiche della minoranza e una petizione tra i cittadini (sono già state raccolte 7.000 firme), ma che, comunque, non cambieranno l’impostazione del Bilancio.

Aumenta anche la Tari

Però c’è un altro aumento che graverà sui cittadini di Asti, quello della Tari (considerata già tra le più care d’Italia) che solo per il 2023 salirà tra il 3 e il 4,7%, per poi ridiminuire nel 2024. «Un aumento del 3% – spiega Berzano – legato in parte agli aumenti di GAIA e in parte sul progetto di raccolta verticale dei rifiuti ad opera dell’Asp. Vengono fatti degli investimenti e questo spiega la maggiore incidenza della Tari, ma è una percentuale destinata a scendere successivamente. Asti è una delle poche realtà nazionali con un soggetto che smaltisce i rifiuti e un altro che li raccoglie, cosa che in altri luoghi, ad esempio in Friuli, non esiste. Questo comporta maggiori costi». Se la raccolta verticale, a sua volta contestata dalla minoranza perché sarebbe più impura rispetto al porta a porta, cercherà di essere più equa grazie all’istituzione, in futuro, di una tariffa puntuale con tessera magnetica collegata al nucleo familiare, restano nel Bilancio situazioni critiche cui l’amministrazione deve fare fronte.

Le multe non pagate

Ad esempio il capitolo multe e contravvenzioni che per buona parte continuano a non essere pagate. «Parliamo di multe elevate dalla polizia municipale – precisa il consigliere Renato Berzano – che dovrebbero cubare per circa 2 milioni di euro, per le quali accantoniamo un fondo speciale, pari al 35% dei potenziali incassi, per fronteggiare i mancati pagamenti».
Ironia della sorte, il 35% di 2 milioni ammonta a 700.000 euro, esattamente quello che serve al Comune per evitare la trasformazione dei parcheggi blu in piazza del Palio. «Come dire, – evidenzia Berzano – se tutti pagassero le multe in maniera puntuale non ci sarebbe bisogno di ulteriori parcheggi blu».

Il documento in numeri

Il Bilancio di previsione vede 142 milioni di euro di entrate che vanno in pareggio con le spese. Di queste si contano 67 milioni di spese in parte corrente e 34 milioni di euro in conto capitale «la cui stragrande maggioranza è riferita – precisa il consigliere – a contributi di finanziamenti statali per scuole, strade, ponti».
«Sono finanziamenti che abbiamo ottenuto grazie allo straordinario lavoro dell’assessore ai Lavori Pubblici Stefania Morra senza i quali avremmo dovuto, per pagarli, indebitarci. Così, invece, alleggeriti di altre spese, possiamo accendere mutui per 582.000 euro». Stimati anche 2,2 milioni di entrate da oneri di urbanizzazione di cui 850.000 euro versati per tenere in equilibrio le spese di parte corrente. «Stiamo continuando, nonostante le difficoltà del momento, ad abbassare l’indebitamento dell’Ente che nel 2017 ammontava a 27 milioni di euro mentre scenderà a 14 milioni nel 2025. Questo continuo lavoro volto a liberare risorse, mantenendo gli investimenti, è uno dei motivi per cui difendiamo l’impianto del Bilancio che ha già ottenuto il via libera dei revisori dei conti».

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