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Asti Pride: «Sindaco, risponda alle nostre domande»

Gli esponenti della comunità LGBTQI incalzano Rasero a dare spiegazioni sulla decisione di non concedere in esclusiva ad Asti Pride gli spazi da riqualificare

La querelle tra Asti Pride e il sindaco Rasero continua: al centro la riqualificazione del sottopasso Marconi e la comparsa dell’associazione “Sole che sorgi”

L’associazione Asti Pride torna a incalzare il sindaco Rasero, a un mese esatto dal sit in davanti al sottopasso Marconi (che avrebbe voluto riqualificare con i colori dell’arcobaleno e per ricordare il primo anniversario del Pride cittadino) chiedendogli di rispondere alle domande sul perché abbia cambiato idea sul progetto e perché abbia ipotizzato una possibile collaborazione tra Asti Pride e l’associazione “Sole che sorgi”. Quest’ultima, infatti, è stata accusata da Asti Pride di essere “simpatizzante” del Fascismo e nonostante la stessa, durante una conferenza stampa, abbia rimandato al mittente ogni accusa, definendola del tutto priva di fondamento, la spaccatura tra Asti Pride e il sindaco Rasero non si è ancora sanata. Vittoria Briccarello, presidente di Asti Pride, e Patrizio Onori, il vice, sono convinti che Rasero debba dare le dovute spiegazioni per fare chiarezza sull’accaduto.

Così la comunità LGBTQI torna a domandare al sindaco di Asti di rispondere agli interrogativi rimasti senza spiegazioni.

Le critiche all’associazione Sole che sorgi

«Perché la decisione provocatoria di far collaborare l’Associazione Asti Pride con un’associazione che inneggia al Duce attraverso i suoi profili social? – lo incalzano i portavoce della comunità LGBTQI astigiana – Perché non scegliere o l’una o l’altra per il progetto del sottopasso? In che data l’associazione “Sole che Sorgi” ha presentato il progetto per il sottopasso? Sindaco, lei politicamente e personalmente da che parte sta? Che valori sostiene con la sua attività politica ed amministrativa? Sostiene un’associazione che lotta per i diritti civili o per un’associazione che inneggia al Duce? La sua Giunta, l’intera Giunta, che posizione politica ha su tale vicenda? Cosa è cambiato rispetto alla concessione del patrocinio alla parata del 2019? Quando alla stampa ha dichiarato che “non ha potuto dire di no” alla proposta di “Sole che Sorgi” cosa intende? Cosa (o chi sarebbe meglio dire) l’ha costretta a decidere di contrapporre provocatoriamente al progetto Asti Pride quello di “Sole che Sorgi”? Oggi sulle tematiche dei diritti delle persone LGBTQI, la sua leadership è libera o sotto amministrazione controllata?»

Asti Pride spera di ottenere presto le risposte del caso, ma rivolgendosi al sindaco aggiunge: «Crede davvero che basti un simbolo concesso (il patrocinio ndr), qualche foto in posa per i fotografi, qualche titolone di giornale e qualche parola di elogio alla parata per far di lei e della sua amministrazione paladini delle istanze LGBTQI?»

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