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Cortazzone

Branco Felice, il rifugio dei “cani di nessuno” cerca una nuova casa

Un luogo dove non esistono box e tutti gli ospiti sono considerati di famiglia. L’appello per trovare un luogo più adatto ad ospitare nuovi arrivi

Fin dal nome è chiara la filosofia del rifugio per cani di Cortazzone: “Branco Felice”, dove i “pelosetti” a quattro zampe sono accolti e curati in una casa vera (o meglio una cascina) con il terreno interno senza l’ombra di una gabbia o di un box.
Tre gli “umani” che da circa un anno hanno messo in piedi questo piccolo paradiso per i cani abbandonati o sequestrati. Andrea Romei, Laura Girotti, Maurizio Arnone condividono la passione per i cani e insieme hanno scelto la casa iin cui ospitano, ad oggi, 16 cani in stallo.
«Ci occupiamo di loro a tempo pieno, è questo il nostro “lavoro”» dice Andrea Romei, educatore di pet therapy che ha deciso di dedicare la sua vita nel donare una secona chance a cani con passato di grandi sofferenze.
«Il nostro non è un rifugio tradizionale, perchè i cani vivono in totale libertà dentro i confini della proprietà. Di notte dormono tutti dentro casa e noi offriamo stalli casalinghi in cui i nostri ospiti possono vivere fin da subito l’esperienza di una famiglia» dice Romei.
Al Branco Felice arrivano cani da ogni tipo di canale: abbandonati, randagi, maltrattati, sequestrati, sottratti a proprietari inadeguati. Di qualunque età, razza, stazza: dai 2 kg di Dea agli oltre 40 di Gioia.
Sono soprattutto le regioni del Sud Italia a “produrre” un alto numero di cani randagi e abbandonati. Un po’ per la quasi totale mancanza di cultura del benessere animale e della sterilizzazione, un po’ perchè vengono acquistati o presi in casa con leggerezza, un po’ perchè utilizzati nei combattimenti clandestini molto diffusi. E con amministrazioni pubbliche generalmente insensibili alla realizzazione di rifugi e canili dignitosi in cui ospitare i cani senza famiglia.
Branco Felice è in rete con le “mamme a distanza”, un nutrito gruppo di attive volontarie (tutte donne) che recuperano i cani e si occupano di raccogliere i fondi per il loro mantenimento (cibo, stallo) e le loro cure veterinarie.
E’ così che a Cortazzone è arrivato Pippo, da Salerno, dove un pastore lo picchiava e lo teneva legato alla catena notte e giorno su un piccolo angolo di cemento armato. «Quando è arrivato da noi aveva le unghie consumate fino al nervo» raccontano al rifugio.
E poi Nelson che per 8 anni è rimasto chiuso in un microbox e che poi è stato abbandonato perchè malato di un tumore al retto che sta combattendo con la chemioterapia veterinaria.
Tutti i cani in stallo al Branco Felice sono offerti in adozione protetta e seguita alle famiglie che volessero occuparsene e regalare loro il calore di una famiglia.
E c’è un sogno nel cassetto di Romei che consentirebbe una svolta di consapevolezza in chi decide di prendersi un cane in casa.
«Mi piacerebbe tanto aprire ad Asti un luogo in cui le persone possono passare del tempo con i nostri cani. Sia per avvicinarsi a questo mondo e decidere poi eventualmente di prenderne uno in casa, sia per godere della compagnia di un cane anche solo “a tempo”, perchè impossibilitati a tenerne uno in famiglia.
Ma c’è un problema.
L’attuale sede di Branco Felice, pur potendo contare su una vasta area verde, ormai risulta troppo piccola nella parte dell’abitazione.
«Cerchiamo una cascina grande per ospitare un numero maggiore di cani, visto anche le crescenti richieste che ci arrivano – di Romei – Ci piacerebbe rimanere nella zona di Cortazzone e deve necessariamente essere in un luogo isolato, lontano dalle altre case per evitare di arrecare disturbo. Per ora in affitto, poi si vedrà se si arriva anche all’acquisto».
Chi avesse una casa che fa al caso di Branco Felice o volesse semplicemente aiutare il rifugio con regali e offerte oppure ancora volesse fare visita ai cani ospitati può rivolgersi direttamente ad Andrea Romei al numero 351 5777499 oppure scrivere via mail a andrearomei228@gmail.com

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