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Attualità
Galleria 
Castell’Alfero

Castell’Alfero, nei sotterranei del castello vi aspetta la galleria del tempo contadino

Il Museo ‘L Ciar riapre le porte ai visitatori nella splendida location divisa per ambienti ognuno dei quali ricca di oggetti, arredi e rarità. Tutte le novità

«Questo non è proprio un museo, ma una “galleria del tempo” per mostrare alle nuove generazioni come fosse la vita ai tempi dei loro bisnonni»: sta tutta nelle parole del presidente Antonio Montesano la filosofia che ha spinto all’apertura, nel 2000 del Museo ‘L Ciar ospitato negli splendidi sotterranei del Castello di Castell’Alfero.
Una collezione preziosa di oggetti che rappresentano le contadinerie ma anche le botteghe e gli altri aspetti della vita quotidiana fra fine Ottocento e prima metà del Novecento.
L’affascinante (e fresca) location ospita centinaia di oggetti di uso comune, alcuni dei quali sono una vera rarità. La divisione naturale per ambienti ha consentito un’esposizione ordinata e ragionata.
Si parte dall’ingresso con una collezione di lumi (non poteva essere altrimenti visto il nome del museo) e poi ci si addentra in varie “stanze” arredate e corredate di tutto punto di mobili e oggetti d’epoca: la vecchia scuola elementare con banchi uniti, penne e calamai, e la stufa che d’inverno veniva alimentata con i ciocchi che ogni allievo portava da casa. Poi gli ambienti di casa: la cucina, completa di tutto punto che da poco ospita due novità: l’allestimento dei graticci per l’allevamento dei bachi da seta e l’antico bancone da salumaio donato dalla famiglia di Stefano Zabo. Poi la camera da letto con i corredi e la collezione di macchine da cucire delle sarte. La stalla con una curiosa mensola che ospita tutti gli oggetti di “toelettatura” delle mucche. Gli arnesi da lavoro con l’aratro più antico, di legno, alimentato dalla sola forza di uomini (e donne).

La cantina, la vecchia bottega del ciabattino, del falegname, del materassaio passando per la straordinaria collezione di giochi per bambini donata da Severino Tassaro di Tonco e l’angolo nostalgico dei giocatori di tamburello a muro.
Nuovo ambiente quello dell’Infernot, ovvero il “crotin” scavato nel tufo dove ritrovarsi a giocare a carte, a bere vino e mangiare qualcosa al fresco e quello sulla storia della motosega grazie alla donazione di Remo Cavallero titolare per anni della Casa della Motosega. Fra le novità anche l’antico peso di Castell’Alfero recuperato da Mario Bagna.

Ma ‘L Ciar non è solo un museo. Grazie alla passione e alla profonda conoscenza del mondo contadino, la differenza la fanno le guide che conducono i visitatori al museo, primo fra tutti Michele Silengo che di ogni singolo oggetto conosce storia, provenienza, anedottistica e le trasmette con verve e simpatia.
Ingresso gratuito o ad offerta libera. Prenotazione obbligatoria chiamando i numeri 348/1024245 oppure 327/5735384. Aperto ad agosto.

(Guarda la photogallery)

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