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Chiusi altri tre banchi al Mercato Coperto: «Il Comune dia risposte»

Il gruppo consiliare Uniti si può chiede al sindaco di convocare una commissione urgente per discutere del futuro della struttura

Al Mercato Coperto di Asti chiuse altri banchi

Che sta succedendo al Mercato Coperto? Secondo il gruppo consiliare Uniti si può, rappresentato in aula da Beppe Passarino e Michele Anselmo, «è urgentissimo fare qualche riflessione» soprattutto dopo le ultime chiusure di attività commerciali all’interno della struttura. Il gruppo ha chiesto la convocazione di una commissione per capire quale futuro dare all’immobile per la cui ristrutturazione gli operatori pagano un mutuo molto pesante, oltre alle varie spese di gestione e di occupazione del suolo pubblico.

Il Mercato Coperto di piazza Libertà, che potrebbe essere valorizzato come vetrina di prodotti dell’eccellenza enogastronomica e piattaforma di eventi, è da molti anni lasciato in balia di se stesso. Con le ultime chiusure sono otto i posteggi (negozi) vuoti al suo interno su un totale di ventiquattro e, secondo la convenzione stipulata tra consorzio degli operatori e Comune, le attività devo rispondere in solido anche in caso di stalli vuoti. Una logica contestata dagli operatori, tra cui il presidente dimissionario Nicola Rabbione che presto lascerà l’incarico. «Ci dicano chiaramente che intenzioni hanno sull’immobile perché questa situazione è assurda e non può più andare avanti – commenta Rabbione – A questo punto siamo sempre più intenzionati a sciogliere il Consorzio affinché ogni operatore torni a pagare l’occupazione di suolo e la TARI direttamente alla Tesoreria del Comune. Abbiamo chiesto più e più volte di assegnare i posteggi vuoti, ma è stato fatto un solo bando che è andato deserto».

Il calcolo delle spese che fa discutere

Rabbione sottolinea, poi, quanto successo a dicembre quando l’amministrazione ha accettato di scorporare le spese a carico degli operatori relative agli stalli non assegnati: «Per cinque posteggi le spese sono state scorporate, ma per gli altri tre stalli, dismessi più di recente, no. Perché? Inoltre la mancata assegnazione delle aree commerciali, con diversi posti inesorabilmente vuoti, dà una brutta impressione a chiunque volesse investire nel Mercato Coperto e aprire una nuova attività».

E’ certo che la situazione non è semplice anche perché il Comune, che vanta crediti da parte dei commercianti, non può azzerare gli importi dovuti senza incorrere nel richiamo dei revisori e della Corte dei Conti. Quindi che fare? Il vice sindaco Marcello Coppo, che si sta occupando del caso da molti mesi, nega ogni volontà di voler affossare il Mercato Coperto per un’eventuale dismissione dell’immobile.

La replica del vice sindaco Coppo

«Nessuno ha mai avuto l’idea di dar via quell’immobile – risponde – anzi si lavora per trovare una soluzione che risolva tutte le criticità. Per fare questo sarà necessario rivedere la convenzione siglata con il Consorzio che oggi prevede la responsabilità dei singoli associati su tutti i debiti. Ho le istanze degli operatori, non vogliono pagare per gli altri che non ci sono più, ma ad oggi, con questa convenzione, è molto difficile che si trovino nuovi soggetti disposti ad entrare nel Mercato. Dobbiamo arrivare al pagamento diretto di Tosap e Tari da parte di ognuno di loro, poi lasciamo che sia il Consorzio a pagare le spese comuni come la pulizia e il riscaldamento. Credo che, entro la fine dell’anno, si potrà mettere mano alla convenzione».

Quella del Mercato Coperto è una partita delicata, che riguarda il futuro di molte famiglie. «Non perdiamo tempo – sollecitano Passarino e Anselmo – perché i costi di gestione fagocitano anche quei pochi esercenti che hanno ancora voglia di tentare, anche solo per necessità, di restare nel Mercato Coperto».

Riccardo Santagati

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