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Coldiretti Asti, evidenti i danni causati dalla siccità

Con la riduzione dal 20 al 80% delle precipitazioni è necessario garantire produzione alimentare e accumulare acqua

Più di ¼ del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione con la gravissima siccità di quest’anno che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città con l’arrivo di autobotti e dei razionamenti. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla situazione del territorio nazionale in occasione della giornata mondiale dell’Onu per la lotta alla desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra.

“Un appuntamento che – sottolinea Marco Reggio presidente Coldiretti Asti – cade in una situazione drammatica anche per la nostra provincia nella quale numerose aziende stanno iniziando ad attuare dei piani di irrigazione d’emergenza. Dal mais ai cereali, una situazione drammatica che le aziende cercano di tamponare con tutti i mezzi in loro possesso, almeno come soccorso, per non perdere la produzione”.

“Le precipitazioni in media sulla nostra provincia risultano inferiori dal 20 all’80% rispetto alla media storica, – afferma Antonio Bagnulo responsabile del Servizio Tecnico di Coldiretti Asti – in alcune aree, grazie ai temporali la situazione si alleggerisce momentaneamente, ma non è così in tutta la provincia, con peggioramenti previsti nei prossimi giorni a causa delle temperature crescenti e sopra la media”.

“Al momento abbiamo stimato una riduzione del 30% delle foraggere con un danno conseguente per le aziende zootecniche che per nutrire gli animali dovranno approvvigionarsi delle materie prime sul mercato, con prezzi che già adesso sono alle stelle a causa della guerra in Ucraina e della crisi economica globale”.

“Sui cereali a semina autunnale ad oggi abbiamo un calo di produzione del 30%, a causa della mancanza di acqua in fase di produzione delle spighe. – continua Bagnulo –  Riscontriamo già danni e problemi sul nocciolo con perdita dei frutti in maturazione e morie non ben definite di piante, che stiamo indagando”.

“Per la vite la situazione non cambia, in un territorio vocato alla viticoltura la mancanza di acqua di questi mesi sta creando un grave danno, già riscontrato negli scorsi mesi con il mancato germogliamento per molte piante e confermato in questa fase di allegagione con la produzione di acini sotto la media e molto radi. – sottolinea Pierpaolo Anziano responsabile del Settore Vitivinicolo di Coldiretti Asti.

“In questo scenario di profonda crisi idrica è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso delle risorse idriche ad oggi disponibili, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, – conclude Diego Furia direttore di Coldiretti Asti – prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti a causa della siccità e favorire interventi infrastrutturali di medio-lungo periodo volti ad aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e della successiva ottimizzazione nella gestione”.

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