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Comune di Asti: è on line l’opuscolo delle donne e dei bambini

Nato da un’idea dell’assessore delle Politiche Sociali Mariangela Cotto

Il progetto della  “Casa delle Donne e dei Bambini” diventa uno opuscolo informativo che si può visualizzare e scaricare dal Sito del Comune di Asti www.comune.asti.it. L’opuscolo nasce da un’idea dell’assessore delle Politiche Sociali Mariangela Cotto (foto) e  vuole essere una raccolta di rassegna stampa, foto progetti per raccontare la nascita di un servizio a favore della comunità ma che soprattutto è nato da un bisogno dettato dalla stessa comunità.

La “Casa delle Donne e dei Bambini” è stata fortemente voluta, infatti,  per creare anche ad Asti un Dormitorio femminile con cui sostenere tutte quelle donne in difficoltà,prive di reti famigliari, in emergenza abitativa costrette a dormire in auto, al pronto soccorso, ai giardini pubblici oppure a recarsi al Dormitorio femminile di Alessandria.

Una Struttura realizzata seguendo un processo comunicativo condiviso e partecipato tra il Comune, l’Asl-At, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il CSVAA, la Banca del Dono, l’associazione “ Il Dono del Volo” e con la partecipazione della Commissione pari opportunità, parrocchie, centri di ascolto, le Suore della Pietà, di via Zangrandi, della Mazzarello e della purificazione, Club di servizio, associazioni di volontariato e tanti cittadini.

La gestione della Struttura richiede una specifica programmazione e organizzazione quotidiana che è sempre stata garantita da Cooperative Sociali, prima la Kepos ora la Valdocco, con la supervisione e il supporto da parte delle Assistenti sociali, Educatori professionali, OSS dei Servizi Sociali del Comune. Una collaborazione di professionisti del sociale che si occupa di avviare progetti individuali, di sostegno per accompagnare le donne della casa in un reinserimento comunitario con una maggiore autonomia.

La “Casa delle Donne e dei Bambini” è testimonianza anche di un grande lavoro di squadra in cui l’impegno di molti ha consentito di completarla, come gli arredi ottenuti grazie  all’associazione “One More Life” ma anche grazie alla donazione di Enti religiosi, Ditte, privati cittadini, Club di Servizio e ancora la disponibilità degli Alpini che si sono presi l’incarico della manutenzione delle aree verdi della “Casa”.

Scorrendo l’opuscolo è evidente come l’Asl-At abbia seguito e sostenuto il percorso che ha visto nascere la “Casa delle Donne e dei Bambini” a partire da Ida Grossi, Mario Alparone, il Commissario Giovanni Messori Ioli e oggi Flavio Boraso. Siamo molto orgogliosi, dichiarano il Sindaco Maurizio Rasero e l’Assessore Mariangela Cotto, di riuscire a dare risposta a quelle donne ..”che per necessità devono riappropriarsi di una nuova vita per se stessi e per i propri figli, perché può essere una fase transitoria che restituisce il tempo necessario per riprendere in mano il proprio futuro”, come da dichiarazione di una delle Donne della “Casa”

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