"Con i videogiochi posso fare quello che nella vita è vietato"
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"Con i videogiochi posso fare
quello che nella vita è vietato"

Ama usare i videogiochi, «perché quello che non è permesso fare nella vita reale lo è invece in quella virtuale», Cristian K., 14 anni, che da circa 7 pratica questa attività, ma per non più di

Ama usare i videogiochi, «perché quello che non è permesso fare nella vita reale lo è invece in quella virtuale», Cristian K., 14 anni, che da circa 7 pratica questa attività, ma per non più di un’ora al giorno. Tra i suoi videogiochi preferiti “final fantasy o the darkness. «Più in generale – sottolinea Cristian – se dovessi fare una classifica di gradimento, penso che metterei al primo posto i videogame, perché i giochi classici non sempre sono divertenti, mentre quelli con altre persone possono anche finire con la delusione di qualcuno che non ha vinto.»

Ha continuato, nel tempo, ad avere interesse per i videogiochi Nicolò Li Causi, 39 anni. «E’ un’attività – afferma – pressoché quotidiana, che trovo divertente sia come pausa di relax, paragonabile in un certo senso alla sigaretta per chi fuma, sia come momento di svago tra amici, con cui, in questo caso, è forte il senso della competizione. Amando poi molto il calcio, mi piace anche quello che, al riguardo, un videogioco riesce ad offrirmi. Il tempo che dedico ai videogame va, quindi, dalla durata della singola partita a quella della sfida più impegnativa, con altre persone.»

m.z.

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