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Consiglio comunale, il PD si astiene sul DUP provocando una querelle 2.0 con la sinistra

Malandrone critica la posizione democratici, ma Vercelli gli risponde bacchettando “un certo modo di fare opposizione” e scatenando la dura replica di Pensabene

Gira e rigira, alla fine le crepe nel centrosinistra astigiano sembrano tornare a galla evidenziando nuove divergenze politiche tra la frangia più a sinistra della minoranza consiliare, quella rappresentata da Uniti si può e Ambiente Asti, e l’area più moderata, quella del Partito Democratico. Un primo segnale è arrivato dopo le elezioni provinciali quando il nuovo presidente Maurizio Rasero ha invitato anche i due consiglieri del centrosinistra, eletti nella seconda lista in corsa, a far parte di un governo “di larghe intese”.

Rasero si è rivolto al consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti), sostenuto nelle elezioni provinciali anche da esponenti della Casa del Popolo, e al sindaco di San Martino Alfieri Andrea Gamba (Partito Democratico). Il primo, dopo un confronto con la base, ha detto “no grazie”, il secondo accetterà le deleghe in continuità con quanto già aveva fatto nella precedente amministrazione provinciale guidata da Paolo Lanfranco. Deleghe per portare avanti i progetti già avviati nell’ottica di una continuità al servizio del territorio.

Ma adesso a scavare un nuovo solco tra il PD e la sinistra astigiana è il DUP, il Documento Unico di Programmazione approvato durante l’ultimo Consiglio comunale. Un documento che dà l’indirizzo dell’amministrazione Rasero sui prossimi cinque anni, anche senza contenere numeri o cifre tali da poter essere “pesato” nella sua effettiva possibilità di realizzo. Per questo bisognerà aspettare il primo bilancio e gli investimenti nei singoli settori.

Ma è proprio la votazione sul DUP che ha scatenato una vivace querelle nel centrosinistra, non in Consiglio comunale, bensì su Facebook. Il DUP, approvato con i numeri della maggioranza, ha ottenuto i voti contrari dei consiglieri Gianfranco Miroglio (Verdi), Mario Malandrone (Ambiente Asti), Massimo Cerruti (Movimento 5 Stelle), Mauro Bosia e Vittoria Briccarello (Uniti si può), mentre i consiglieri del PD si sono astenuti.

«Se ci si astiene sul DUP, è come giocare a poker senza guardare le proprie carte. Insomma una scommessa o gentilezza al buio da parte del PD» ha commentato Malandrone su Facebook . Parole che non sono piaciute al consigliere Roberto Vercelli (PD) pronto a replicare a stretto giro di post: «Ognuno guardi a casa propria invece di giudicare il lavoro degli altri. – ha scritto – Abbiamo fatto proposte concrete come PD e vedremo cosa farà la maggioranza delle nostre proposte su povertà inclusione sociale e tematiche ambientali. Non abbiamo parlato di ASP o GAIA o altre cose che non interessano alla città». Già che c’era, Vercelli ha lanciato una frecciata contro la Sinistra: «Di un certo modo di fare opposizione abbiamo visto i risultati il 12 giugno. Eppur c’è chi gioisce di aver preso il 7%, tutto dire».

Sentitosi tirato per la giacchetta, Malandrone ha però replicato riportando le percentuali di voto dei singoli partiti e delle liste della coalizione, con tanto di grafici e statistiche, rimandando al PD ogni accusa, più o meno velata, sulle responsabilità per la sconfitta elettorale contro il centrodestra di Rasero. Qui nella querelle social ha fatto capolino Giuseppe Camisola, ex commissario alla Casa di Riposo, pronto a sostenere che «da che mondo è mondo, l’astensione è sempre un voto a favore della maggioranza».

Così anche a lui Vercelli ha dato una risposta pepata: «Ognuno parli di ciò che sa. Il DUP senza cifre è un libro dei sogni, ma se volete fare polemica a tutti i costi parliamo della Casa di Riposo?». Argomento, quello del Maina, che è già stato oggetto di un Consiglio aperto tra presunte colpe passate e aspettative per il futuro. Tema che chiama in causa anche Camisola, per anni commissario del pensionato, oggi a rischio di chiusura.

«Trovo strano che una persona intelligente come Roberto Vercelli affermi che Asp è Gaia non interessino i cittadini. – ha poi evidenziato Giovanni Pensabene (Associazione a Sinistra) tra i volti più noti della Casa del Popolo – Asp si occupa di trasporto pubblico, igiene urbana, acqua, parcheggi, cimiteri, se tutto questo si ritiene non sia interessante per i cittadini, bontà vostra. Fossi in Roberto rileggerei i numeri del 12 giugno, sono sicuro che sa farlo e anche bene. Forse eviterebbe di scrivere la stupidaggine con cui ha chiuso il suo commento».

«Ho scritto che ci sono problemi che interessano di più i cittadini come povertà giustizia sociale e crisi climatica. – ha risposto Vercelli con un nuovo post su Facebook – ma non voglio fare polemiche».

Troppo tardi perché le polemiche sono ormai esplose e negli ambienti del centrosinistra se ne sta parlando a lungo. Pensabene ha però voluto chiudere con un’ultima osservazione: «La stupidaggine consiste nell’attribuire la responsabilità della sconfitta del 12 giugno ad un modo di fare opposizione che, può non piacere, caratterizza il nostro modo di fare politica con coerenza e che a mio avviso non esce ridimensionato dall’esito elettorale».

[nella foto il consigliere Mario Malandrone durante un intervento in aula]

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