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Coronavirus, anche i negozietti come Amazon: boom delle consegne a domicilio

Si moltiplicano gli annunci dei piccoli punti vendita di ogni genere pronti a servire i clienti a casa loro

Si sono organizzati in due giorni

La necessità, si sa, aguzza l’ingegno ma non è solo una questione di sopravvivenza quella che sta spingendo un numero crescente di negozi e negozietti, alcuni molto piccoli, ad adottare la consegna a domicilio della spesa.

Come noto il decreto di contenimento del contagio da coronavirus, pur consentendo ancora la circolazione di persone e merci sul territorio nazionale, ha disposto la chiusura dei punti vendita di medie e grandi dimensioni nei festivi e prefestivi e ha imposto a questi e a tutti gli altri negozi e locali pubblici delle stringenti norme di comportamento per quanto riguarda la distanza fra gli avventori e le precauzioni da adottare durante il servizio.

Qualcuno ha chiuso, altri vogliono resistere

Qualcuno ha deciso di anticipare le ferie chiudendo, altri, invece, in pochi giorni hanno analizzato quello che potevano fare e si sono organizzati per le consegne a domicilio, consentite dallo stesso decreto.

Così la consegna a domicilio, che fino a pochi giorni fa era ad appannaggio delle società di delivery, è diventata la principale modalità di vendita di decine di negozi. Non solo quelli di alimentari (che sono tanti e per ogni settore del food) ma anche di altri generi. Una decisione che, soprattutto nei piccoli paesi, diventa un servizio a favore degli anziani e delle persone sole.

Menù ad hoc e con fasce di prezzi differenziati

I ristoranti che tradizionalmente non aderivano all’asporto, scelgono ora non solo questa modalità, ma hanno creato in pochi giorni dei menù “ad hoc” per questa situazione di emergenza, sia per la clientela cui sono destinati, sia per le fasce di prezzo.

Si moltiplicano su Facebook, sui gruppi whatspp e sugli altri canali digitali  dei paesi e della città oltre che atraverso il passaparola, gli annunci di panetterie, macellerie, bar, ortolani, commestibili che offrono la consegna a domicilio.

A casa anche vermouth e quaderni per la scuola

Un esempio su tutti è il gruppo su Fb nato nel Nord Astigiano “locali da chieri ad asti che consegnano a domicilio” nato nella giornata di ieri che ha già raccolto una cinquantina di adesioni e sta continuando a raccoglierne altre. Non solo cibo di ogni generale, ma anche articoli di ferramenta (soprattutto le bombole del gas per cucinare), cibo per animali, materiale scolastico per le lezioni a distanza degli alunni in “vacanze forzate”. E non manca chi si offre di consegnare a casa vermouth (mentre la Cantina Terre dei Santi di Castelnuovo si propone per la consegna a domicilio dei suoi vini) e prodotti legali derivati dalla cannabis.

Nella foto il disegno scelto dal Forno di Mondonio per annunciare il suo servizio di pane a domicilio nella zona di Castelnuovo Don Bosco.

 

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