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Covid: dal sindacato degli infermieri una serie di proposte per assumere più velocemente

Ad oggi c'è una grossa difficoltà a reperire personale infermieristico, persistono ancora alcune criticità che andrebbero eliminate per velocizzare le assunzioni e potenziare rapidamente le Aziende che sono in grossa difficoltà

Una serie di proposte per assumere più velocemente

Ad oggi c’è una grossa difficoltà a reperire personale infermieristico, persistono ancora alcune criticità che andrebbero eliminate per velocizzare le assunzioni e potenziare rapidamente le Aziende che sono in grossa difficoltà. Sappiamo benissimo che in questo momento storico,  infatti, tutta la nazione è alla ricerca disperata di personale infermieristico, ma bisogna fare anche i conti con i numeri dei neolaureati che oggi riusciamo a garantire. Questo è quanto si legge in una nota stampa inviata dal sindacato degli infermieri ai giornali per far comprendere meglio quali sono le problematiche che stanno alla base del loro lavoro.

Il bando regionale di 36 mesi non basta

La nota proseue: a tal proposito è apprezzabile che, se pur tardivamente, la Regione Piemonte abbia previsto un bando di 36 mesi a tempo determinato,  ma in questo momento occorre avere maggiore coraggio nell’andare oltre. L’unica risposta per richiamare un maggior numero di infermieri piemontesi che lavorano all’estero, in altre regioni o settore privato è un concorso a tempo indeterminato unico regionale con graduatorie distinte per azienda. Fra l’altro già oggi esistono graduatorie che le aziende non stanno utilizzando, forse si preferisce continuare a creare un esercito di precari.

Un maxiconcorso

Comprendiamo sia difficile poter effettuare un maxiconcorso in questo momento,  ma la Regione deve mettere a disposizione tutto il personale amministrativo e trovare il modo di procedere in tempi rapidi a dare una risposta certa. Sono molti i colleghi che non parteciperanno al bando di 36 mesi. Tanti hanno un mutuo e una famiglia e non possono permettersi di lasciare qualcosa di “certo” per la precarietà.  Inoltre al bando, per buona parte, aderiranno già coloro che sono in servizio con contratto somministrazione lavoro o tempo determinato presso le varie aassrr. Senza dimenticare che la necessità di assumere il più velocemente possibile infermieri  ha portato alla decisione da parte del Dirmei di eliminare la valutazione dei titoli.

Stare attenti alla formazione

Va bene che siamo in “guerra”, ma bisogna fare attenzione anche alla formazione e le competenze specifiche per poter collocare in maniera adeguata il personale nei vari servizi. Inoltre per velocizzare i tempi di assunzione chiediamo che la Regione Piemonte si faccia carico del mancato preavviso degli infermieri che oggi lavorano in altre realtà. Oltre a questo NurSind ha avanzato anche delle richieste economiche,  segnalando ad esempio come gli infermieri che stanno gestendo i pazienti covid non percepiscano da maggio alcuna indennità.  Infine è stato chiesto di prevedere l’inserimento di una figura infermieristica all’interno dell’unità di crisi regionale.

 Le richieste del Nursind alla Regione

a) Prevedere la presenza di almeno un infermiere esperto in emergenza all’interno dell’unità di crisi regionale; b) Utilizzo delle graduatorie a tempo Concorso a tempo indeterminato per il personale infermieristico unico a livello regionale, con graduatorie divise per Aziende; c) le difficoltà di effettuare un concorso in questo momento potrebbero essere superate con l’impegno del personale amministrativo di più aziende e oggi collocato in smart-working; d) Per velocizzare i tempi di assunzione del personale, la Regione potrebbe farsi carico del mancato preavviso del dipendente sia per le assunzioni a tempo indeterminato che a tempo determinato; e) Favorire la mobilità regionale; alcune aziende stanno infatti rifiutando di concedere nullaosta, nonostante abbiano graduatorie dalle quali attingere; f) Utilizzo delle prestazioni aggiuntive per l’emergenza covid, previste dal Decreto Agosto e convertito successivamente con la Legge 126 del 13/10/2020; qualora non fosse possibile l’utilizzo di queste risorse, prevederne l’attivazione nelle Aziende che non lo hanno ancora fatto e uniformare il trattamento economico aumentandolo a livello regionale; g) Stanziare risorse economiche a livello regionale per garantire il rispetto delle quote economiche minime previste dal primo accordo regionale bonus covid e per permettere il riconoscimento di una seconda tranche legata a questo ritorno della pandemia, con una maggiorazione al personale infermieristico/ostetrico e di supporto impegnato nell’assistenza diretta al paziente; h) Riconoscimento con immediata retroattività, dell’indennità di malattie infettive e terapia intensiva/sub-intensiva, prevedendone il cumulo; infatti ogni Azienda dallo scorso maggio si comporta diversamente e abbiamo ad esempio professionisti de; i) Aumentare la sorveglianza sanitaria del personale sanitario per evitare ulteriori focolai come sta avvenendo un po’ ovunque;

Uniformità di trattamento e stop alla decurtazione pausa mensa

l) Si chiede inoltre di garantire uniformità di trattamento dei dipendenti nelle varie Aziende, prevedendo: 1) stop alla decurtazione automatica dei minuti di pausa mensa o recupero psicofisico per i servizi e gli operatori che oggi non stanno usufruendo di questi istituti contrattuali; 2) Riconoscimento in automatico di tutta l’eccedenza oraria in entrata e uscita per poter garantire vestizione, vestizione DPI, doccia e passaggio consegna ove non presente a livello decentrato e  comunque prevedere un tempo non inferiore a 30 minuti; 3) Preservare le indennità contrattuali per variazione turnistica o disposizione trasferimento di servizio; 4) Incentivare le Aziende nell’utilizzo delle risorse derivanti dai risparmi dei dipendenti a tempo-parziale, in caso di mobilità; 5) Prevedere un maggior coinvolgimento del RSPP aziendale per diminuire il rischio dei contagi degli operatori e prevedere DPI più efficaci, quali ad esempio FFP3 in zone dove c’è elevata concentrazione di pazienti covid positivi e FFP2 anche nei reparti definiti “puliti”, ma soggetti a numerosi focolai; 6)  Potenziare la formazione continua del personale rispetto al corretto utilizzo dei DPI.

 A livello territoriale – Asti

Grazie alla richiesta di NurSind Asti a livello locale qualcosa si è già mosso. Sono state riconosciute le prestazioni aggiuntive al personale sanitario. “Abbiamo raggiunto l’accordo – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale di NurSind Asti – con la Direzione Generale dell’Asl-At sulla concessione delle prestazioni aggiuntive al personale sanitario con tariffa oraria pagata in maggiorazione”.  In quella stessa nota sottoscritta da Gabriele Montana ed inviata all’Asl-At dal sindacato delle professioni infermieristiche, infatti, si leggeva: “Alla luce della carenza presso la Vostra Azienda, già da tempo evidenziata e segnalata da questa Organizzazione Sindacale, di personale di assistenza diretta (infermieri, ostetriche, oss) si chiede di valutare fattivamente l’eventualità di adozione di procedimenti amministrativi. Nello specifico, la nostra Organizzazione Sindacale propone, vista l’entità del fenomeno pandemia, che i salti di riposo eseguiti a oggi siano remunerati come prestazioni aggiuntive”.

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