Il Peter Pan non può chiudere:appello per volontari e fondi
Attualità

Il Peter Pan non può chiudere:
appello per volontari e fondi

In 17 anni di attività sta attraversando il suo momento più difficile, ma chi è rimasto ha promesso di difendere con i denti quello che è molto più di un semplice luogo in cui far fare i compiti

In 17 anni di attività sta attraversando il suo momento più difficile, ma chi è rimasto ha promesso di difendere con i denti quello che è molto più di un semplice luogo in cui far fare i compiti ai bambini ma è un centro educativo e di aggregazione importantissimo in un quartiere che ha un gran bisogno di coesione sociale.

E’ il doposcuola Peter Pan, gratis per i suoi piccoli frequentatori, che negli anni è cresciuto al punto tale da raccogliere oltre un centinaio di iscritti dei quali frequentanti, ogni giorno, almeno 60 o 70. Fino all’anno scorso poteva contare su 6-7 educatori oltre ad un numero di assidui volontari che seguono da vicino lo studio a casa degli alunni dalle elementari fino alle superiori. I locali sono quelli della scuola Gramsci, che li ha messi a disposizione gratuitamente, anche se dall’anno scorso i capricci della caldaia fanno sì che i bambini e gli adulti che li seguono rimangano praticamente al freddo per gran parte dell’inverno. Ma i ragazzini ci vanno lo stesso, perchè per molti è l’unico posto in cui trovano qualcuno davvero in grado di aiutarli nello studio, di interessarsi a loro, di indirizzarli verso attività e laboratori che mettano in luce i loro talenti. Per molti di loro è anche l’unico posto in cui vengono davvero ascoltati, in cui imparano le regole basilari dell’integrazione che, a loro volta, portano in famiglia.

Perchè se all’inizio della sua istituzione il Peter Pan contava l’80% di iscritti fra i bambini italiani del quartiere popolare, oggi la stessa percentuale è rappresentata da bambini di stranieri. Ma tenere in piedi la struttura di educatori formati e preparati costa, e le casse esangui del doposcuola non ce la fanno più. Con i tagli drastici dei finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio (che ha colpito trasversalmente a causa della legge sulla tassazione), il ritiro della Regione nei progetti educativi e la Provincia che non è presente, quest’anno l’attività del Peter Pan può contare su una sola educatrice (che si è autoridotta il compenso) e su una rosa di volontari assidui: Paola Briola (che presta il suo servizio gratuito dal 2000), Paola Tuminello, Maria Cicero, Eliana Cheula, Rita e Giorgio Bisi, Pierina Martinetto e altri che mettono a disposizione il loro tempo per i ragazzini.

Servono però più volontari per garantire i turni e un adeguato servizio agli alunni e la presidente del doposcuola, Cinzia Bovio, si rivolge ai cittadini che abbiano voglia di sopperire alle carenze “professionali” rese impossibili dalle esiguità dei fondi. «Il mio appello è rivolto ai giovani che abbiano voglia di fare esperienza in una “palestra sociale” straordinaria e di chiunque senta il desiderio di fare la differenza per questi bambini. Se poi qualche azienda privata volesse anche aiutarci sostenendoci con donazioni di varia natura, noi accettiamo volentieri. Non vogliamo chiudere il Peter Pan e vogliamo continuare a mantenerlo gratuito per consentire l’accesso a tutti, soprattutto a chi non potrebbe permetterselo a pagamento».

Daniela Peira

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale