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Attualità
Appello inascoltato

Da un anno cerca la madre che l’abbandonò: chi altro poteva sapere di quella gravidanza indesiderata?

Ancora nessuna risposta a Silvia, la donna che, neonata, venne lasciata in una scatola di cartone nella chiesa del Don Bosco nel 1967

Nonostante i ripetuti appelli sui social, sul nostro giornale e sulla popolarissima trasmissione “Chi l’ha visto?”, non sono arrivate segnalazioni rilevanti sulla ricerca della madre biologica attivata da Silvia.
La donna, 55 anni, oggi residente nel Pinerolese, è la stessa che era stata ritrovata in una scatola di cartone appoggiata nel confessionale della cappella interna dell’oratorio del Don Bosco, nel novembre del 1967. Il suo ritrovamento era stato anticipato da una telefonata anonima fatta all’allora parroco nella quale una voce maschile annunciava la presenza della neonata per fare in modo che venisse subito soccorsa.
La neonata venne accudita per diverse settimane al Reparto Maternità dell’ospedale di Asti, da due infermiere che si chiamavano entrambe Silvia e che suggerirono così il suo nome di battesimo.
Silvia venne adottata ancora piccolissima e trascorse una vita serena con i genitori che la crebbero.
Solo a vent’anni venne a conoscenza del fatto di essere stata adottata e da allora si insinuò il legittimo e sacrosanto desiderio di conoscere la verità sull’identità della madre naturale e sulle ragioni dell’abbandono. Un desiderio che represse per rispetto ai suoi genitori adottivi fino a che furono in vita. La scorsa estate ha messo un annuncio su un popolare gruppo su Facebook dedicato e il nostro giornale ha amplificato la sua ricerca fino ad arrivare alle telecamere di Chi l’ha visto? e all’attenzione dell’Associazione Penelope che principalmente si occupa di persone scomparse ma anche di ricerche di persone più generico come in questo caso.
In tutti questi mesi di segnalazioni utili ne è arrivata una sola, al nostro giornale. E che segnalazione. E’ stata quella della merciaia novantenne che per prima vestì Silvia, che le fece da madrina al battesimo, che andò a trovarla in Maternità fino all’adozione e che avviò le pratiche per prenderla nella sua famiglia arrivando però troppo tardi rispetto alla precedente richiesta di quelli che diventarono poi i genitori di Silvia.
Ma della madre naturale nessuna traccia.

Dopo gli appelli inascoltati, a questo punto si può pensare che forse la madre naturale di Silvia non sia più in vita o che non abiti più nell’Astigiano e non abbia seguito la trasmissione di Chi l’ha Visto?
Ma questo non interrompe le ricerche. Infatti, anche se la madre non si fa viva, è praticamente sicuro che ci fossero altre persone a conoscenza di quella gravidanza evidentemente indesiderata.
Quando Silvia è stata ritrovata, non solo era curata e in ottima salute, ma, pur avendo pochissime ore di vita, aveva il cordone ombelicale tagliato a regola d’arte, segno evidente che il parto era stato assistito almeno da un’ostetrica o una levatrice. Il problema è che, a meno che si trattasse di una ostetrica molto giovane, oggi potrebbe non essere più in vita o non essere in condizioni di salute da poter ricordare. Ma Se all’epoca avesse avuto non più di 25 anni, si può ragionevolmente pensare di poterla ancora raggiungere. E poi l’uomo che ha telefonato per far ritrovare lo scatolone con la piccola, probabilmente lo stesso che era stato visto poco prima fermo su un’auto sportiva rossa proprio davanti alla cappella. La voce al telefono era molto giovane, forse quella del padre della piccola, e anche lui potrebbe ora colmare quelle “lacune” nella storia personale di Silvia. Anche in forma anonima.

Silvia in braccio all’ostetrica Silvia Fumagalli

Come sottolinea il dottor Fabrizio Pace, antropologo e psicologo oltre che presidente di Penelope Piemonte: «Allora come oggi è molto difficile nascondere una gravidanza. Se la madre di Silvia era rimasta nel suo ambiente qualcuno deve essersi accorto prima del pancione e poi dell’avvenuto parto; se invece era stata allontanata per il periodo necessario a portare a termine la gravidanza, qualcuno deve aver sicuramente notato la sua assenza di mesi. Il ritrovamento della neonata abbandonata all’epoca fece molto clamore sui giornali locali che se ne occuparono per molti giorni con dovizia di particolari: mi sembra molto strano che nessuno abbia messo in relazione quella clamorosa notizia con il comportamento anomalo di qualche famigliare o conoscente. Non escluderei neppure una gravidanza indesiderata da parte di una religiosa che spiegherebbe anche il totale silenzio su questa storia. Allora come oggi».

Il dottor Fabrizio Pace

A questo punto è a queste persone che viene riproposto, accorato, l’appello per arrivare a ricostruire le origini di Silvia. La quale ha sempre ribadito di non aver assolutamente nulla da rivendicare né da addebitare alla donna che l’ha abbandonata. «Sono madre anche io e sono sicura che, se l’ha fatto, avrà avuto dei buoni motivi – ha sempre ribadito al nostro giornale – solo vorrei conoscerli e avvicinarli il più possibile alla verità della mia venuta al mondo».
Come sempre i recapiti della nostra redazione sono a disposizione per eventuali segnalazioni.

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