«Stop a cibi e bevande spazzatura nelle scuole». Angela Motta chiede una legge
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«Stop a cibi e bevande spazzatura nelle scuole». Angela Motta chiede una legge

Bandire dalle scuole i distributori automatici di alimenti e bevande non sani per tutelare la salute degli studenti. E' questa la proposta lanciata, durante la scorsa legislastura, dal consigliere

Bandire dalle scuole i distributori automatici di alimenti e bevande non sani per tutelare la salute degli studenti. E' questa la proposta lanciata, durante la scorsa legislastura, dal consigliere regionale del PD Angela Motta, proposta che oggi torna di grande attualità.

«L'obiettivo ?- spiega il consigliere -? non voleva essere una crociata contro i distributori automatici di merendine, bensì un'occasione di sensibilizzazione e di informazione a tutela della salute dei nostri ragazzi dai rischi alimentari. L'idea era, dunque, di vietare la somministrazione ai minori attraverso i distributori automatici di alimenti e bevande non sani, ovvero contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi trans, oli vegetali, zuccheri semplici aggiunti, alto contenuto di sodio, nitriti e/o nitrati utilizzati come additivi, aggiunta di zuccheri semplici e dolcificanti, elevato contenuto di teina, caffeina, taurina e similari, e di sostituirli, invece, con cibi in grado di garantire adeguati apporti nutrizionali, in modo da creare consapevolezza sui corretti stili alimentari ed evitando l'insorgenza di malattie acute, ma anche di quelle cronico-degenerative».

La proposta di Motta è stata presentata dall'assessore all'Agricoltura, Giorgio Ferrero, nella commissione Politiche Agricole e qui approvata all'unanimità. Il testo è già stato approvato dalla conferenza Stato-Regioni e ora toccherà al Governo trasformarlo in legge dopo l'analisi nelle apposite commissioni parlamentari. «Il mio auspicio -? ha concluso il consigliere -? è che questa proposta riesca a diventare presto legge nazionale, determinando una vera e propria rivoluzione nel mondo delle macchinette distributrici di alimenti e segnando un grande passo avanti culturale nel comportamento alimentare».

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