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E’ scontro al Consiglio Comunale di Nizza Monferrato sulla convenzione Cisa

Dibattito martedì sera in Consiglio per il rinnovo del protocollo operativo tra Comune di Nizza e CISA Asti sud (consorzio intercomunale socio assistenziale) per la gestione di alcuni servizi della funzione sociale

Scontro a Nizza sulla convenzione Cisa

Dibattito martedì sera in Consiglio per il rinnovo del protocollo operativo tra Comune di Nizza e CISA Asti sud (consorzio intercomunale socio assistenziale) per la gestione di alcuni servizi della funzione sociale. «Nel 2017, quando l’assistente sociale è andata in pensione, si è pattuito che ci saremmo serviti in alternativa del CISA, realtà a cui erano già stati delegati compiti dalle passate amministrazioni – ha dettagliato l’assessore ai servizi sociali Ausilia Quaglia. – Si è deciso un esercizio collegato di alcune di queste funzioni sociali, con l’intervento di 3 assistenti sociali a rotazione durante la settimana. Ci si era proposti di valutare il servizio e, a distanza, la valutazione è positiva».

La ricchezza del Cisa

Molti i fattori: «Il fatto che il CISA abbia delle professionalità all’interno, nei diversi ambiti, a nostro parere è una grande ricchezza. Credo che le problematiche che sono emerse in questi anni siano state tutte accolte e si sia cercato in ogni modo di provvedere alle necessità maggiori. Unica variante, nel rinnovare la convenzione, sarà che per ottimizzare il servizio le assistenti sociali saranno in municipio solo su richiesta, in determinati momenti dell’anno». Dai banchi della Minoranza, molte le voci di contrasto alla scelta, a partire da quella di Pietro Braggio: «Con questa convenzione portate avanti una scelta politica a mio avviso sbagliata. Credo che sia meglio avere il polso della situazione all’interno del palazzo, soprattutto nei mesi e anni che ci aspettano».

Il voto contrario di Carcione

Maurizio Carcione ha rievocato il suo voto contrario già nel 2017: «Se può avere qualche giustificazione dal punto di vista della gestione della macchina amministrativa, non ce l’ha dal punto di vista politico. L’impressione è che ci si sia voluti sbarazzare di un fardello pesante e ingombrante, delegando a una struttura che lavora bene ma è struttura terza, che non risponde ai cittadini». Flavio Pesce ha infine ribadito la fiducia a CISA e Gesster (ricorda di averne firmato gli atti costitutivi) ma contestando le linee generali dell’accordo: «Quando non si assunse una nuova assistente sociale, in realtà si fecero scelte diverse in tema di personale. Con quel gesto, l’amministrazione ha deciso di spostare i bisogni delle persone fuori dal palazzo comunale.

L’utenza all’Asl

L’utenza ora va al SUS, che è la Casa della Salute, cioè ASL». Accorata la difesa della decisione da parte dell’assessore Quaglia: «Non è vero che l’ascolto sia escluso dal comune: questo è garantito, sempre. Il fatto che non ci sia l’assistente sociale qui non vuol dire che il Comune non abbia il polso della situazione, o delle difficoltà dei cittadini. Il raccordo c’è sempre e i problemi quasi giornalmente vengono affrontati in ufficio con la funzionaria». Le ha fatto eco il sindaco Simone Nosenzo: «Il piano politico è distinto da quello operativo. Le assistenti sociali del CISA sono formate in vari ambiti per fornire soluzioni puntuali alle richieste dell’utenza. In ogni caso, qualora questa convenzione sia reputata negativa, potrà essere revocata dalle future amministrazioni».
Fulvio Gatti

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