Crivelli e Rasero
Attualità
Elezioni comunali

Elezioni ad Asti: intervista doppia ai candidati a sindaco Maurizio Rasero e Paolo Crivelli

Confronto diretto sul collegamento sud/ovest, teleriscaldamento e termovalorizzatore, sicurezza al pronto soccorso, Asti Pride e mercato di piazza Alfieri

Il collegamento sud/ovest è tornato al centro del dibattito politico, ma anche se l’iter progettuale filasse spedito ci vorranno anni per vedere realizzata l’opera. Lei è sicuro che costruire una strada leggera, con una sola corsia per senso di marcia, possa risolvere i problemi di traffico che attanagliano la città? Non c’è il rischio di investire decine di milioni di euro per realizzare un’opera sottodimensionata e poco inutile?

RASERO: Il collegamento sud/ovest è l’infrastruttura più importante e attesa dal territorio. Fondamentale è dare un’alternativa di viabilità che consenta a molti di non entrare in città portando traffico e inquinamento. Per me è indispensabile il secondo ponte sul Tanaro che ci consente di recuperare il gap con altre città. Sia Alessandria che Alba hanno più ponti e la loro utilità si è capita nel novembre 2016 quando si è dovuto chiudere il ponte di corso Savona a causa della piena del fiume, bloccando tutto e tutti. Per gli abitanti del sud della provincia è poi fondamentale per raggiungere in minor tempo l’ospedale.

CRIVELLI: Partiamo dalla considerazione che la città non abbia bisogno di un nuovo tratto di “tangenziale autostradale”. Questa soluzione comporterebbe la realizzazione di un’opera di forte impatto ambientale, senza risolvere le problematiche del traffico locale. La realizzazione invece di un nuovo tracciato che colleghi la parte nord/ovest della città con la parte sud, per essere realmente efficace, deve prevedere un tracciato ambientalmente compatibile, di basso impatto visivo e con caratteristiche urbane nel rispetto di chi è insediato sul futuro tracciato. Questo è quello che secondo noi serve ad Asti, se poi qualcuno propone e finanzia qualcosa di diverso, esamineremo con un’attenta analisi la proposta, valutando il tutto in termini di ricaduta complessiva sulla città.

Teleriscaldamento e termovalorizzatore: progetti che dividono, ma che qualcuno torna a sostenere con forza, specie il secondo. Nel futuro di Asti lei vede la realizzazione di una o di entrambe queste grandi opere?

RASERO: Ho sempre detto di non essere contrario a priori a nulla. Ero contrario al teleriscaldamento nel cortile dell’ospedale e come promesso nella scorsa campagna elettorale, non lo si è fatto. Questo non vuol dire che non si possa valutare un altro progetto, magari in zona industriale se questo comporterà benefici ai cittadini, soprattutto in un periodo in cui il caro bollette sta diventando un problema insostenibile per molte famiglie e imprese.

CRIVELLI: Non credo che il termovalorizzatore sia una soluzione per una città come Asti. Ho però un sogno che proverò a realizzare: rendere tutti gli edifici pubblici di proprietà del Comune il più possibile autonomi, con impianti fotovoltaici ovunque possibile. E poi penso che l’area della ex Way Assauto possa diventare la “cittadella dell’energia”.

La sparatoria avventura qualche notte fa nel parcheggio del pronto soccorso ha rimesso in discussione la sicurezza di un luogo, l’ospedale, dove si sono già verificati altri episodi spiacevoli ai danni dei sanitari. Per questi casi non c’è telecamera che tenga, ma un sindaco, che non è un questore né un prefetto, quali altri mezzi può mettere in campo per garantire più sicurezza all’ospedale di Asti?

RASERO: La sicurezza è da sempre stata una nostra priorità. Il nostro comune continua ad essere l’unico in tutto il Piemonte, oltre a Torino, ad avere un servizio di polizia municipale h24 7 giorni su 7. Abbiamo investito in mezzi ed attrezzature, assunto nuovi agenti e installato molte telecamere proprio nei pressi dell’ospedale perché da sempre ritenuta da noi zona sensibile. Come dice lei, un sindaco non è né il questore né il prefetto, autorità competenti alle quali da sempre sollecito tutte le situazioni che, come questa, necessitano di maggiore attenzione.

CRIVELLI: Gli astigiani hanno bisogno di sicurezza non di sceriffi, in ospedale come in tutta la città. L’insicurezza percepita dai cittadini dipende soprattutto dalla microcriminalità, che colpisce soprattutto le fasce deboli (penso agli anziani). Il Comune su questo può fare molto, integrando le politiche di sicurezza con le politiche sociali. Le telecamere da sole non fanno prevenzione. Abbiamo altre idee: ogni quartiere avrà delle unità socio-educative formate da agenti di polizia municipale, educatori, assistenti sociali e operatori sanitari che diventeranno un punto di riferimento e interverranno nelle situazioni di disagio sociale, facendo vera prevenzione.

Gli organizzatori di Asti Pride continuano a chiedere al Comune che entri a far parte della rete Ready per prevenire e superare casi di omotransfobia e per un miglior lavoro contro le discriminazioni causate dall’orientamento sessuale. Quali sono i motivi per cui Asti non ha ancora aderito alla rete?

RASERO: Gli organizzatori del Pride, come già detto, intervengono sovente a gamba tesa e in modo strumentale verso la mia amministrazione. Guardano solo sempre il bicchiere mezzo vuoto quando è evidente e oggettivo il nostro impegno quotidiano contro ogni forma di discriminazione. L’esempio più lampante è avere creato ad Asti un nodo antidiscriminazione con molte antenne sul territorio per dare risposte che prima non venivano date.

CRIVELLI: Se diventerò sindaco l’adesione alla rete Ready sarà una delle azioni che compirò nei primi 100 giorni di amministrazione. Asti è città di accoglienza e diritti, nessuno può sentirsi in pericolo per il suo orientamento sessuale.

La nuova disposizione del mercato di piazza Alfieri ha fatto insorgere una parte, minoritaria, degli ambulanti. Si aspettava una protesta così forte? È stato sottovalutato il problema degli spazi o è solo una polemica pretestuosa?

RASERO: Tutti gli operatori hanno diritto a manifestare la propria opinione. Tutto è migliorabile ed è quello che cercheremo di fare prendendo spunto dai tanti suggerimenti pervenuti e dalle critiche, se costruttive, ma ricordo sempre che lo spostamento è stato approvato dal 75% degli interessati che ha firmato un documento di apprezzamento.

CRIVELLI: Quando non si dialoga, ma si impongono soluzioni, si finisce per fare arrabbiare. Aprirò un confronto con gli ambulanti, il mercato di Asti deve tornare attrattivo come un tempo.

Quali sono le tre priorità che si dà nel caso gli astigiani dovessero premiarla alle urne?

RASERO: Lavoro e occupazione con investimenti in più settori, recupero dei contenitori vuoti con sviluppo ulteriore del verde e ordine e pulizia della città, ma anche sicurezza a 360 gradi.

CRIVELLI: Ci sono i fondi del PNRR da spendere senza sprecare. Asti finora si è fatta cogliere impreparata. Inizierò a occuparmi dei contenitori vuoti. Alla Way Assauto mi immagino la “città dell’energia”, nell’ex ospedale la “città della conoscenza” collegata con l’università. Il mercato coperto, diventerà la “città del gusto” con spazi per la ristorazione, dove si racconti il territorio ai turisti, collegato con il nostro straordinario centro storico. Ma la prima azione sarà un “piano straordinario contro il degrado”, i cittadini mi segnalano troppo sporcizia e incuria, soprattutto nei parchi pubblici dobbiamo intervenire più e meglio. Curare la città, significa anche questo.

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