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Fornaro (LeU): “C’è ancora uno spazio per la metodologia Bimbisvegli”

Ieri in Parlamento la presentazione dell’interrogazione al Ministro Bianchi sull’approccio educativo applicato alla primaria di Serravalle
E’ stata discussa ieri pomeriggio in Parlamento l’interrogazione presentata dall’on. Federico Fornaro (LeU), rivolta al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Al centro, la metodologia Bimbisvegli, applicata dal maestro Giampiero Monaca e da alcuni colleghi nella scuola primaria Piero Donna di Serravalle, su cui si sta discutendo da alcuni mesi a livello locale. Si stanno susseguendo, infatti, numerose iniziative di mobilitazione messe in atto dalle famiglie dei bambini iscritti e dallo stesso Monaca, per difendere la metodologia «messa in discussione» dalla dirigenza del V circolo didattico. Una metodologia basata su alcuni pilastri. Tra questi, come ha sottolineato più volte Monaca, «la  didattica esperienziale integrata all’aperto nel bosco vicino alla scuola; l’affiancamento didattico in classe da parte dei migranti ospitati a Serravalle tramite Agathon, per smitizzare il fatto che rappresentano solo forza lavoro; l’adozione di libri di testo differenziati all’interno di ogni classe, utile ad abituare i bambini al pensiero critico e alla ricerca di dati e contenuti».

L’interrogazione dell’on. Fornaro

Ecco, quindi, alcuni stralci degli interventi in aula dell’on. Fornaro e del Ministro Bianchi.
«La metodologia “Bimbisvegli” – ha affermato Fornaro – è un approccio educativo ideato da Giampiero Monaca. È un progetto di didattica outdoor, un modello di scuola aperta e diffusa, cooperativa, finalizzata alla maturazione di una coscienza critica e di cittadinanza attiva, che si avvale del supporto di un comitato scientifico e dell’Università di Macerata. Come è noto alle cronache, “Bimbisvegli” in questo momento non fa parte del piano triennale dell’offerta formativa della scuola primaria di Serravalle. Eppure, all’arrivo del maestro Monaca a Serravalle, c’erano 21 iscritti; oggi ci sarebbero 60 alunni iscritti, a patto che il progetto possa essere attuato. Nonostante uno sciopero della fame durato oltre 60 giorni e una raccolta di firme, oggi ci troviamo in una situazione di stallo. Il maestro Monaca si è autosospeso».
«Le chiediamo, quindi – ha continuato – se non ritenga utile adottare iniziative per salvaguardare il metodo “Bimbisvegli”, inserendolo tra le realtà di valorizzazione e delle avanguardie educative pedagogiche della scuola italiana. Restituendo, quindi, a questa offerta l’integrità che permetterebbe l’attuazione trasversale di questo approccio su tutte le classi. Ricordo che nel gennaio del 2021 “Bimbisvegli” è stato considerato un modello educativo da cui prendere esempio dallo stesso Ministero».

La risposta del Ministro Bianchi

Nella sua risposta, il Ministro Bianchi ha innanzitutto ricordato che la sperimentazione di iniziative innovative va autorizzata. “Da quanto risulta a noi – ha precisato – allo stato attuale la Direzione generale del Ministero non è stata interpellata ad esprimere il proprio parere tecnico sul cosiddetto metodo “Bimbisvegli”, quindi la attendiamo. Le proposte relative ad esperienze innovative possono essere comunque segnalate a Indire, che è la nostra agenzia che segue e sostiene il movimento delle “Avanguardie educative”, pensato proprio per diffondere le pratiche e i modelli educativi più significativi e avanzati».
«Ciò premesso – ha continuato – posso volentieri riferire quanto ci è stato comunicato dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. L’esperienza didattica “Bimbisvegli”, che non appare in contrasto con l’ordinamento vigente e con i princìpi sottesi alle indicazioni nazionali, non è stata inserita dai competenti organi collegiali nel piano triennale dell’offerta formativa della scuola, passaggio necessario a rendere stabile e condivisa questa esperienza. In ogni caso, al docente è stata lasciata la libertà di adottare, nell’ambito delle proprie attività, la strategia didattica ritenuta più opportuna, così come ai colleghi la facoltà di scegliere tale movimento educativo».
«L’ufficio regionale del Piemonte ha, quindi, invitato la dirigente e gli organi collegiali a valutare nuovamente la possibilità di fare segnalazioni dell’iniziativa al citato movimento “Avanguardie educative” e, soprattutto, a supportare gli insegnanti che adottano tale approccio didattico a presentarlo allo stesso collegio dei docenti, corredato da una dettagliata progettazione del percorso, che ne evidenzi i traguardi di competenza per ogni classe, i criteri per la valutazione, la scansione temporale degli apprendimenti, gli accordi per le attività outdoor su fondi privati, l’approccio didattico e le modalità e le regole per la condivisione degli spazi, quindi i parametri che a noi servono».

La replica di Fornaro

«Prendo atto – ha replicato Fornaro – che c’è ancora uno spazio, c’è ancora una possibilità, e questa è una gran bella notizia. Avevo presentato un’interrogazione simile il 16 giugno e, probabilmente, se questa risposta fosse stata data il 16 giugno, forse avremmo evitato che una persona come Giampiero Monaca si fosse sostanzialmente autosospesa. Perdendo quindi, io credo, un importante apporto. Infatti in questo progetto non c’è alcun attacco alla struttura gerarchica del mondo della scuola, ai dirigenti scolastici, alle strutture provinciali e regionali.
C’è un’idea di un approccio diverso di sperimentazione alternativo; dietro c’è una passione, sì, c’è anche un pizzico di utopia ma – mi sia consentito – di sana utopia, quando si parla di bambini.  Io credo che si possa ancora salvare questa esperienza e non perdere una persona come il maestro Monaca. Attorno a lui si è creata veramente una comunità, si è creato uno spirito che, a mio giudizio, fa bene alla scuola, fa bene alla scuola di Serravalle, fa bene alla scuola in generale. Ministro, credo che questo progetto sia nelle sue mani. Mi faccia sperare che sia nelle mani buone».

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