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I cittadini: "Riprendiamoci
i giardini di corso alla Vittoria"

«Iniziamo ad andarci e a viverli. Iniziamo a permettere alle persone di sedersi nel prato e a multare quelli che li usano come wc per i loro cagnolini». E’ questo uno dei primi suggerimenti giunto

«Iniziamo ad andarci e a viverli. Iniziamo a permettere alle persone di sedersi nel prato e a multare quelli che li usano come wc per i loro cagnolini». E’ questo uno dei primi suggerimenti giunto dai nostri lettori, in questo caso da Elena Galli, che tramite Facebook hanno aderito numerosi al sondaggio sui giardini pubblici di corso alla Vittoria. Con l’apertura dell’Urban Adventure Park i giardini hanno incrementato la loro popolarità, dimostrando di poter essere un polo attrattivo per giovani e famiglie. La presenza dell’unica giostra stabile di Asti, appartenente alla famiglia Sforzi, contraddistingue il polmone verde del centro urbano ma il parco avventura, che si rivolge a famiglie, giovani e turisti, rappresenta un’occasione importante per aprire un dibattito su tutta l’area.

«A me piacerebbe vedere lo stagno pulito regolarmente e con qualche papera che sguazza – scrive Marco Novelli – Eliminerei completamente i bar e i kebab lato Provincia, lasciando solo una struttura bar/ristorante per tutto il parco, possibilmente in muratura». «Qualche panchina in più non guasterebbe, un po’ di controllo da parte della polizia municipale in pianta stabile non sarebbe male» dice Franco Di Sarno portando la discussione sull’arredo urbano e, in particolare, sulla presenza di poche panchine rispetto alle reali necessità. In effetti non mancano foto di panchine spostate dalla loro sede naturale per creare una sorta di “salotto” dove bivaccare. A segnalare questo problema è Gabriele Picello: «Alcuni hanno fatto bisboccia – scrive – mangiando pizze, kebab, bevendo birre e poi non hanno pulito l’area. Hanno avvicinato le panchine per giocare a carte e poi non le hanno messe a posto. E già che ci siamo – prosegue il lettore – parliamo tanto di pulizia e decoro ma i cestini dove sono? Ne sono stati tolti veramente molti, magari erano utili per tutti quelli che li usavano».

Sulla gestione dei giardini pubblici abbiamo ricevuto numerose lamentele da parte dei cittadini ma non mancano proposte lanciate all’amministrazione. «Ho già proposto dei comitati di mamme, o papà, o entrambi, con l’hobby del giardinaggio, che si accollino la gestione del verde pubblico – segnala Barbara Cascio – Il Comune potrebbe imprestare qualche attrezzatura e noi fare il lavoro, magari divisi in zona di appartenenza della città. Però nessuno mi ha dato retta. Noi genitori siamo stufi di portare i nostri fili in parchi e giardini dimenticati da tutti».

idea del volontariato come risorsa per mantenere più fruibili i giardini di corso alla Vittoria divide le opinioni. «L’iniziativa è di per sé lodevole e soprattutto valida – torna a commentare Gabriele Picello – Mi chiedo solo se sia giusto che i cittadini si accollino responsabilità che sono del Comune». Di diverso avviso è ancora Elena Galli che evidenzia la necessità di cambiare l’approccio degli utenti verso l’area verde. «Credo che chi frequenta i giardini pubblici tutti i giorni arrivi a considerarli, con il tempo, un po’ come un luogo che gli appartiene. I giardini sono di tutti e soprattutto di chi li usa. Se li vivesse regolarmente chi corre, dipinge, legge, medita, considerandoli un luogo adatto a quelle attività, credo che il profilo medio del frequentatore cambierebbe. Forse i vandali – aggiunge la lettrice – si sentirebbero circondati e scoraggiati. Certo i gruppi di volontari aiuterebbero ma, forse ingenuamente, immagino che se uno vuole riappropriarsi di un bel luogo come i giardini dovrebbe semplicemente farlo».

Nel dibattito che si è innescato a proposito del parco si torna anche a parlare di sicurezza, non solo dell’area verde ma di tutto il resto del quartiere. Atti vandalici e furti in abitazioni sono alcune delle criticità segnalate che, pur non direttamente collegate alla fruizione del parco, rimangono un problema sentito dall’opinione pubblica. I cittadini, in particolare le famiglie, vanno nei luoghi dove sanno di trovare sicurezza e pulizia. Vale per chi ha dei figli piccoli ma anche per gli anziani, che sono una parte dell’utenza dei giardini pubblici solitamente raccolta intorno ai tavoli prospicienti a corso Einaudi.

I titolari dell’Urban Adventure Park, che ha riaperto l’attività dopo la pausa invernale, sono convinti che i giardini pubblici abbiano un potenziale non ancora sfruttato a dovere e guardano alla vicina università, con sede nell’ex caserma Colli di Felizzano, come naturale interlocutore per creare progetti di sostegno e sviluppo dell’area. Ma non solo. «Valorizzare e far vivere di più il parco ha sicuramente positivi impatti su tutta la zona, qualche migliaio di persone passato al Parco avventura ha iniziato a dare frutti, sicuramente sui giardini» sottolinea Davide Palazzetti, cogestore dei due percorsi sugli alberi insieme al figlio Alfredo.

L’amministrazione comunale non può investire grandi cifre sui giardini ma sta portando avanti la questione urbanistica dell’ex ospedale, il contenitore vuoto che, oggi come oggi, serve solo a fare ombra, durante i pomeriggi d’estate. La riqualificazione dell’ex ospedale sarà un volano per tutta la zona (anche per il parco) ma, nel frattempo, l’area ha bisogno di scommettere su idee e progetti fruibili da tutti i cittadini e dai turisti che Asti sta cercando di attirare in numero sempre più crescente.

Riccardo Santagati

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