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Giro in pista al circuito di Misano per 600 studenti del liceo Vercelli

I ragazzi hanno devoluto alla Fondazione Marco Simoncelli 2mila euro da utilizzare per progetti in campo sociale

Il Misano World Circuit Marco Simoncelli di Misano – dedicato appunto al campione di motociciclimo mancato nel 2011 –  ha ospitato ieri (martedì) 600 ragazzi del liceo scientifico Vercelli di Asti, affiancati da 56 docenti e accompagnatori. A bordo di 11 autobus blu di Stat Turismo si sono schierati sulla linea di partenza per un giro di pista.  Hanno così percorso i 4,2 km del circuito, prima di devolvere alla Fondazione Marco Simoncelli 2mila euro destinati a progetti in campo sociale.
E’ stato il momento più particolare del viaggio d’istruzione cominciato pochi giorni fa, che li ha portati in Lombardia, Emilia Romagna e Marche.

 

L’incontro in tribuna

Il legame tra la città di Asti e la Fondazione Marco Simoncelli è cominciato  nell’ottobre 2014 in occasione della visita ad Asti di Paolo Simoncelli, padre di Marco, e della donazione alla Fondazione dell’incasso di un evento sportivo. Ora i ragazzi hanno contraccambiato la visita, ospitati per una piccola cerimonia sulla tribuna A del circuito. Qui hanno incontrato Andrea Albani, direttore del circuito; il sindaco di Misano Fabrizio Piccioni; Sigfried Store, amministratore delegato della Guidare e Pilotare BMW Italia; Marco Bonelli, presidente ANAV Emilia Romagna; e naturalmente Paolo Simoncelli e Kate Fretti, responsabile progetti World Wide Fondazione.

Paolo Pia e Franco Giordano, alla guida del Gruppo Stat, hanno consegnato a nome dei ragazzi l’assegno a un commosso Paolo Simoncelli. La dirigente scolastica del liceo, Cristina Trotta, ha invece donato alla Fondazione un’opera realizzata dai ragazzi una stampa formato poster, ispirata al mondo della Pop Art, che ritrae Marco Simoncelli nella duplice veste di campione e di ragazzo. Un gesto che vuole unire tutti i giovani in un simbolico abbraccio.
Questa gita – ha commentato Cristina Trotta – è un vero auspicio di ritorno alla normalità che abbiamo cercato di rendere anche il più sicuro possibile: tutti i ragazzi che hanno partecipato sono vaccinati anche con la terza dose, le visite e l’ospitalità sono state esclusive per noi e abbiamo organizzato molte attività all’aria aperta”.

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