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Gli “ex luoghi” di Asti: immobili senz’anima in attesa di idee

Dall'ex ospedale alla Banca d'Italia, ecco i "non posti" che gravano sulla città

Gli “ex luoghi” che la città ha abbandonato

Un’ottantina di immobili abbandonati, poco usati, o che in futuro potrebbero essere lasciati vuoti sono oggetto di un censimento firmato dal gruppo consiliare Uniti si può. Beppe Passarino e Michele Anselmo hanno incontrato i giornalisti, giovedì mattina, per illustrare i risultati di una mappatura che dà l’idea delle tante cubature esistenti lasciate a se stesse mentre si continuano a costruirne di nuove con il rischio di abbandonare al proprio destino non solo l’ex ospedale e l’ex Maternità (vedi articolo sotto), ma anche una serie di edifici collocati in zone strategiche di Asti. L’ex Enofila (corso Cavallotti), l’ex caserma Giorgi (via Govone), l’ex sede della Croce Verde al Mercato Coperto (piazza Libertà), l’ex Banca d’Italia (via Verdi), Villa Badoglio (San Marzanotto), l’ex scuola Gatti (via Roero/via Scarampi), parte dell’ex Lazzaretto (via Fara) e l’ex Centro Carni (viale Pilone) sono solo alcuni, tra i più famosi, “ex” immobili che gravano sulla città, molti dei quali da tanti anni.

Progettazione condivisa

«A febbraio incontreremo gli ordini professionali e le associazioni, ma faremo anche diversi interventi sul territorio, per coinvolgere i cittadini al fine di aprire un serio e costruttivo confronto sul futuro di questi immobili – spiega Passarino – Questa raccolta dati è propedeutica a una vera e propria progettazione che avrà, come tutte le opere, tre stati di avanzamento: preliminare, definitivo ed esecutivo. La progettazione dovrà partire dal basso con il coinvolgimento degli abitanti e pensiamo che possa essere denominata “Piano regolatore dell’esistente”: un Piano volto a creare uno sviluppo urbanistico non speculativo, economicamente sostenibile, compatibile con l’ambiente, coniugato al bisogno di lavoro e al raggiungimento di giusti profitti».

Enti pubblici in affitto e immobili dello Stato vuoti

Passarino e Anselmo hanno anche evidenziato alcuni aspetti bizzarri dell’esistente, tra cui enti pubblici che pagano affitti a privati mentre potrebbero essere locati in contenitori vuoti e già di proprietà dello Stato. «Ci sono altre questioni che vogliamo mettere in evidenza – spiegano i consiglieri – come enti pubblici che affittano a casa di privati: la caserma della polizia stradale di via Ariosto, la sede dell’Asp di corso Don Minzoni, l’Agenzia delle Entrate di via Zangrandi, la sede distaccata del Monti, in via Varrone, il Servizio Agricoltura della Provincia di Asti, in via San Martino, e il Museo Paleontologico con gli uffici dell’Ente gestione aree protette in corso Alfieri».

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Riccardo Santagati

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