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Imu, al vaglio l'aumento
delle rendite catastali

I pesanti tagli ai trasferimenti comunali fanno riflettere e nelle stanze del palazzo astigiano si stanno facendo i conti su come alzare un gettito valutato tra i più bassi d’Italia. Nei giorni scorsi il Comune ha invitato gli ordini professionali ad un incontro per affrontare in modo più dettagliato la spinosa materia. Nessun commento per ora dai presidenti di Geometri, Architetti e Ingegneri…

Nemmeno un mese fa, in piena campagna elettorale fatta di roboanti annunci sulla restituzione dell’IMU, sono arrivati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati sul gettito dell’imposta suddiviso per singolo comune. La cifra astigiana, circa cento euro procapite, un dato tra i più bassi d’Italia, sta spingendo qualcuno a ipotizzare la necessità di alzare la base imponibile. Magari alzando le rendite catastali. Al di là infatti delle dichiarazioni della prima ora del sindaco Brignolo e dell’assessore al Bilancio Santo Cannella: “Siamo contenti di essere riusciti a contenere il peso di questa tassa – commentavano infatti – modulando il carico in modo da tutelare i proprietari di prima casa e chi ha piccole proprietà“ i pesanti tagli ai trasferimenti comunali fanno riflettere.

Le minori risorse hanno infatti fatto alzare più di un sopracciglio e nelle stanze del palazzo c’è chi ha cominciato a fare due conti su come alzare un gettito così basso. «Le strade sarebbero due – spiega Roberto Zanola professore di Microeconomia all’Università del Piemonte Orientale – Alzare le aliquote dell’imposta oppure alzare la base imponibile, cioè le rendite catastali. Ma servirebbe una riforma complessiva». La conferma indiretta che la strada scelta sia la seconda viene dall’invito che gli ordini professionali hanno ricevuto per discutere della spinosa materia. Nessun commento per ora dai presidenti di Geometri, Architetti e Ingegneri che si limitano ad un “vedremo quello che ci viene detto, per il momento non ne sappiamo nulla”.

Un invito alla cautela arriva dal consigliere di minoranza Giovanni Pensabene. «Il comune – esordisce – avrebbe potuto utilizzare la leva delle aliquote come una vera e propria patrimoniale recuperando risorse dove ci sono visto che su una bella fetta di immobili si poteva già massimizzare l’aliquota. Si è deciso di non farlo e facendo due conti il maggiore gettito per il comune poteva arrivare ai tre milioni di euro». Ossigeno per le casse, anche salvando integralmente le prime case. Su cui forse sarebbe comunque opportuno lasciare una contribuzione. «Qualche ragione ce l’hanno – conclude Pensabene – Prendete il mio caso, abito in una casa del valore di 200.000 euro e ho pagato zero di IMU. Dove han fatto villette a schiera la rendita è forse troppo bassa e magari c’è stato qualche errore. Resta qualche retropensiero. L’auspicio è che la paventata rivisitazione delle rendite catastali sia davvero orientata ad andare a sanare delle sperequazioni tra zone della città e non nasconda finalità speculative da parte di qualche categoria interessata».

l.p.

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