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«La Fiera del Tartufo di Asti deve diventare un progetto economico»

Il tartufo, lasciato in secondo piano per tanti anni, torna al centro delle politiche locali come volano per far conoscere e valorizzare, anche economicamente, l'Astigiano

Intervista all’assessore alle manifestazioni e turismo Loretta Bologna

Abbiamo parlato con l’assessore alle manifestazioni del Comune di Asti, Loretta Bologna, che si è occupata di rivisitare il format della nuova Fiera del Tartufo in programma da venerdì a domenica con il nome di Asti profuma d’autunno.

La Fiera Regionale del Tartufo di Asti si presenta con un format nuovo con l’obiettivo di iniziare un restyling dell’evento su cui il Comune punterà sempre di più, anche con investimenti importanti. Quali sono le novità dell’edizione di quest’anno?

La Fiera del Tartufo è parte integrante dell’immagine del nostro territorio che insieme al vino dà un’identità alla nostra realtà. Sono prodotti che vanno valorizzati e sostenuti perché rappresentano un fattore di sviluppo dal punto di vista turistico e quindi economico. Le novità di quest’anno sono l’abbinamento tra vino, tartufo e cultura, perché sono convinta che Asti si possa caratterizzare come un punto attrattivo internazionale sfruttando l’enogastronomia unita alle sue bellezze, frutto di una storia antica e piena di valori. L’unione con il Bagna Cauda Day è un ulteriore stimolo che abbiamo voluto dare per garantire 15 giorni di vivacità. Dal punto di vista pratico, le novità più rilevanti sono le seguenti: scuola di formazione per giovani trifulau e tartufaia didattica presso il parco Rio Crosio (saremo i primi in Italia ndr), poi l’utilizzo di Palazzo Gazelli per abbinare le saggezze culinarie al tartufo ai vini d’Asti e il contest della “Sfida per chi ha un gran naso”.

Perché la Fiera del tartufo, eccellenza dell’enogastronomia locale, è stata lasciata così a lungo in seconda fila rispetto ad altre manifestazioni? Mancanza di idee? Di soldi? O semplicemente perché uscire dall’ombra di Alba è impossibile?

Negli ultimi anni la Fiera aveva perso identità ed i fondi erano carenti. L’obiettivo è di riportare la Fiera del Tartufo a livello nazionale, ora è regionale, ma per arrivare a questo bisogna aprirsi a tutti i comuni che stanno lavorando molto bene ed hanno Fiere regionali e nazionali. E aprirsi ad Alba, perché le uniche due denominazioni utilizzabili sono Tartufo bianco d’Alba e di Acqualagna, quindi non avrebbe senso mettersi in competizione, ma dobbiamo collaborare con tutti in modo da garantire, a chi visita le nostre zone, tre mesi di enogastronomia di grandi occasioni per gustare il cibo, il vino ed apprezzare il nostro territorio, la nostra cultura. Non competizione, ma collaborazione per arrivare al successo. Con l’augurio che anche Asti, un domani, possa godere di questo privilegio.

Ad Asti inizia una tre giorni dedicata al Tartufo

Per la prima volta si inizia a coinvolgere le scuole elementari per far conoscere ai più piccoli un prodotto nostrano così prezioso. Quanto è importante parlare ai più giovani per creare in loro, fin da piccoli, quello spirito di astigianità che spesso si contesta agli adulti di non avere?

Si è vero, questo è il progetto a cui tengo di più. Mi piace l’idea che i bambini possano capire tutto il mondo che ruota intorno a questo prodotto così misterioso e affascinante: se si pensa al rapporto tra trifulau, il cane, la luna, la pianta, la terra è una combinazione di fattori quasi fiabesca e tutto deve combaciare perfettamente. E’ una cosa che abbiamo solo noi.

Se potesse realizzare oggi stesso la sua idea di Fiera del Tartufo come vorrebbe che fosse?

L’obiettivo è portarla a diventare nazionale, per questo ci sono dei parametri da rispettare, e mi sto attenendo in tutto e per tutto a questi criteri. Spero che nel 2020 la regione ci sostenga in questo sforzo. Tutte le iniziative in calendario e la qualità dei banchi presenti alla domenica sono finalizzati a questo obiettivo. Presenteremo la candidatura entro fine anno; una volta ottenuto questo risultato potremo collaborare tutti insieme su una promozione internazionale comune, in collaborazione con Alba.

Agli astigiani che contesteranno la manifestazione dicendo che i problemi di Asti sono altri e che state buttando via i soldi, cosa risponde?

Spero che gli astigiani capiscano gli sforzi che stiamo facendo per creare delle occasioni di sviluppo e di crescita: questa non è una semplice manifestazione, ma un progetto economico da costruire e da incrementare sempre di più.

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