La Nuova Provincia > Attualità > La mobilità astigiana ai tempi del Covid: ecco com’è cambiata da febbraio a oggi
Attualità Asti -

La mobilità astigiana ai tempi del Covid: ecco com’è cambiata da febbraio a oggi

Grazie all'Osservatorio Digitale Astigiano, che ha analizzato i dati di Google, sappiamo come sono cambiate le abitudini nella mobilità quotidiana nella nostra provincia

L’Osservatorio Digitale Astigiano ha analizzato i dati sulla mobilità locale forniti da Google e scoperto quali sono stati i cambiamenti nelle abitudini dei cittadini

Negozi, punti vendita di generi alimentari e farmacie, trasporti, luoghi di lavoro e casa: sono queste le geolocalizzazioni utilizzate da Google per analizzare il cambiamento della mobilità dei cittadini ai tempi della pandemia. Dati molti interessanti che forniscono un quadro d’insieme riferito ai singoli territori, compresa la provincia di Asti e il suo capoluogo, e che spiegano come i cittadini abbiano risposto ai vari DPCM necessari a contenere la mobilità, i contatti e le occasioni di assembramento.

“Google, è in grado di dirci – raccontano dall’Osservatorio Digitale Astigiano – se le persone sono in casa, al lavoro, se vanno sui mezzi di trasporto, a far la spesa o nei negozi. Questo perché quasi tutti gli smartphone, per servizi come il traffico su Google Maps, emettono in forma anonima la loro posizione (questa funzione, attiva nel 95% dei telefoni Android può essere manualmente disattivata ndr)“.

I dati di Google sono stati analizzati e trasformati in un grafico dall’Osservatorio Digitale Astigiano che si è posto la seguente domanda: com’è cambiata la mobilità a seguito della pandemia Covid-19? Un’analisi che studia i dati tra febbraio e il 10 novembre scorso.

E’ presto detto: tra febbraio e novembre, durante l’intervallo di tempo analizzato dall’Osservatorio, la mobilità degli astigiani è cambiata drasticamente con un tracollo degli spostamenti verso i negozi generici (il dato è più evidente tra febbraio e giugno con un massimo che sfiora il -75% ad aprile) che solo all’inizio di settembre erano riusciti ad assorbire le perdite, salvo invertire nuovamente la rotta nella seconda quindicina dello stesso mese con percentuali di accessi sempre in perdita.

Mobilità che ha visto un minor rallentamento, ma sempre con picchi evidenti ad aprile, nei negozi alimentari e nelle farmacie: in questo caso c’è stata una lenta, ma costante ripresa delle presenze in estate e un nuovo calo tra ottobre e novembre.

Gli astigiani hanno frequentato meno i luoghi di lavoro durante il primo lockdown, ad aprile, ma anche ad agosto in occasione delle ferie. Lo smart working, concesso su vasta scala, ha decretato una minora presenza sui luoghi di lavoro e negli uffici, ma mentre tra la seconda metà di agosto ad oggi il trend è stato in crescita, i trasporti hanno avuto un dato altalenante che dimostra come, almeno nell’Astigiano, i mezzi pubblici siano meno efficaci e utilizzati per gli spostamenti verso i luoghi di lavoro. A questo si aggiungono le limitazioni negli accessi che possono aver convinto gli utenti a non sfruttare il Tpl.

Di certo un dato molto significativo riguarda la geolocalizzazione nelle case dove ad aprile si è registrato un picco (+90% il dato che interessa le persone rimaste a casa) dovuto al primo lockdown seguito da un lento, ma costante ritorno alla normalità dalla metà di aprile in poi. Dal 15 settembre il dato sulla geolocalizzazione nei quartieri residenziali è nuovamente cresciuto stabilizzandosi da metà ottobre ad oggi.

“I dati di Google sono molto precisi,  spiegano dall’Osservatorio Digitale Astigiano – perché riescono anche a differenziare lo shopping generico [indicato come negozi], gli alimentari e i beni di prima necessità [indicato come alimentari e farmacie], i trasporti, gli spostamenti nelle aree di lavoro [indicato come luoghi di lavoro] e gli spostamenti/permanenze nelle zone residenziali [indicato come casa]. I dati devono essere letti tenendo in considerazione anche i periodi [es. il 1° di giugno e a ferragosto è possibile notare un picco negativo sulla linea “luoghi di lavoro”]. Gli effetti del primo lockdown nazionale sono evidentissimi: cresce la linea “casa” e scendono tutti gli altri segmenti. Situazione tuttavia ben diversa da quello che succede oggi”.

Riccardo Santagati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente