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La wedding planner di Moncalvo: «Siamo stati annientati»

Il virus ha colpito duramente anche il settore dei matrimoni e tutto l'indotto che muove: "Non sappiamo quando ripartiremo"

Emergenza Covid: la testimonianza di una giovane wedding planner di Moncalvo che racconta la crisi del suo settore

Sono i manager dei matrimoni e stanno attraversando un periodo molto difficile a causa dell’effetto Covid che ha congelato il mercato e lo ha cambiato con effetti forse irreversibili. «Siamo stati i primi a dover chiudere le nostre attività perché, già nello scorso lockdown, qualsiasi cerimonia era vietata. La pandemia ci ha annientato. Sappiamo quando abbiamo smesso di lavorare ma, ad oggi, ancora non conosciamo quando ripartiremo. Abbiamo buttato via un anno di creatività perché ogni matrimonio è unico e irripetibile». A parlare è la wedding planner moncalvese, Elisa Vallarin, appena 23enne, che da tre anni si è gettata in questo mondo incantato. «Non avrei mai pensato di fare questo lavoro in vita mia. Però mi piaceva la felicità che trasmettevano gli occhi dei miei genitori quando creavo qualcosa di bello. Vedere gli altri emozionarsi ti porta a essere felice e provare forti sensazioni».

Questa giovanissima organizzatrice di matrimoni ha iniziato per caso la sua attività perché i genitori, Maria e Livio, da anni gestiscono il ristorante “Ciabot del Grignolin” di Calliano che è una delle location più ricercate per le cerimonie per l’ottimo cibo e lo splendido giardino esterno. «Fino ad ora – ci confida Elisa – ho seguito circa 80 matrimoni e un numero imprecisato di altre cerimonie. Sono un’autodidatta e mi sono costruita da sola studiando tanto. Faccio tutto, dalla progettazione alla realizzazione materiale di ogni tipo di ornamento. Voglio sempre vedere il lato positivo in tutto, anche nelle avversità. Per questo motivo ho approfittato di quest’anno bloccato per imparare nuove cose e fare esperienze diverse. Non doveva essere un anno perso del tutto».

Sono stati circa il 90% i matrimoni che sono saltati; solo durante l’estate qualcosa si è riuscito a fare. Delle 40 cerimonie in programma nell’anno, solo 5 si sono potute svolgere. «Grazie alle location esterne – dice Vallarin – abbiamo salvato qualcosa perché si gestiva meglio il distanziamento e quindi riuscivamo ad assorbire bene il contraccolpo delle misure restrittive imposte dai vari decreti governativi. La maggior parte dei matrimoni è, però, saltato perché era impossibile fare arrivare gli inviatati da altre regioni italiane o addirittura dall’estero. Chi ha rimandato le nozze ha fatto bene. Perché azzardare ed esporre al rischio le persone a cui vogliamo bene?».

Nozze rimandate al 2021

La disponibilità degli sposi ha fatto si che le cerimonie venissero rimandate al prossimo anno. «C’è stata una grande fiducia nei nostri confronti – racconta la wedding planner – molto serenamente la maggior parte degli sposi si è messa nelle nostre mani per l’applicazione delle nuove regole e per la pianificazione delle nuove date. Il matrimonio, si sa, è molto impegnativo per tutta la parte organizzativa, ma devo dire che siamo riusciti a trovare la quadra anche ampliando le giornate per sposarsi visto il fitto calendario che si registrerà nel 2021. Finalmente ci saranno coppie che si sposeranno di venerdì, alla faccia della scaramanzia».

Proprio sulle future prospettive la giovane wedding planner non è spaventata nonostante siano già arrivate le prime disdette dei matrimoni invernali del prossimo gennaio: «Sono sempre fiduciosa. Lo faccio anche per spronare tutti i miei sposi perché dopo un momento brutto ne arriverà uno bello e più entusiasmante. Il prossimo anno deve essere un’esplosione di felicità e gli sposi saranno ancora più emozionati perché avranno superato un grande ostacolo». Infine, Elisa Vallarin ci tiene a ricordare tutte le competenze che si nascondono dietro una cerimonia: «Il nostro settore non è fatto di una sola persona. Dietro un matrimonio c’è molta gente che lavora. Mi piace parlare del mio lavoro proprio perché questo è fatto da tante e diverse categorie produttive. Un mondo grandissimo. Quindi, quando si chiudono le cerimonie in realtà si chiude la porta in faccia a tantissime persone».

Diego Musumeci