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L’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato chiude l’anno tra crescita e nuove sinergie

Chiude l’anno con il segno “più” l’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato. E lo fa con un brindisi a cui hanno partecipato svariate autorità, dai “padroni di casa” del Comune di Nizza agli altri sindaci della vallata, più l’Enoteca di Canelli e le associazioni produttori del Nizza DOCG e del Moscato di Canelli

All’Enoteca di Nizza Monferrato cresce la vendita di bottiglie

Chiude l’anno con il segno “più” l’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato. E lo fa con un brindisi a cui hanno partecipato, venerdì, svariate autorità, dai “padroni di casa” del Comune di Nizza agli altri sindaci della vallata, più l’Enoteca di Canelli e le associazioni produttori del Nizza DOCG e del Moscato di Canelli. «Riscontriamo un aumento di vendite presso il Wine Shop – ha dettagliato il presidente Mauro Damerio – Sono state circa 11 mila e 500 le bottiglie vendute, un incremento del 40% rispetto al 2018.

Cresciuti i visitatori di Palazzo Crova

Anche i passaggi di clienti dal punto vendita all’interno di Palazzo Crova sono cresciuti in maniera sensibile: sono stati circa 6 mila, un 33% in più rispetto ai 12 mesi precedenti». Tra le novità con cui prenderà il via il 2020, la costituzione di un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) grazie a cui sarà possibile avere a disposizione, via PSR, nuove risorse da utilizzare in ambito promozionale. «Sempre più fondamentale è la capacità di fare squadra con l’Enoteca di Canelli e le associazioni di produttori – ha proseguito il Presidente. – Significa che forse, finalmente, stiamo riuscendo a mettere da parte i campanilismi».

Creare collaborazione tra Nizza e Canelli

Favore duplice, per i dati positivi e per lo sguardo “condiviso” al futuro, da parte del primo cittadino nicese Simone Nosenzo: «Far coesistere e collaborare Nizza e Canelli è un’ottima iniziativa. Sono convinto si stia andando nella direzione giusta». A ribadire il concetto, l’assessore alle manifestazioni e consigliere provinciale Marco Lovisolo: «Penso sia ora che smettiamo di fare gli umili, perché questo territorio, come zona unica, ha i numeri per sedersi ai tavoli decisionali più importanti». Mentre sulla crescita ulteriore di Nizza Docg e del Moscato di Canelli, futuro – auspicabilmente – Canelli Docg, si è detto fiducioso Giancarlo Ferraris, presidente dell’Enoteca di Canelli e dell’Astesana: «Vantiamo un territorio che i nostri genitori hanno cesellato, fondamentale per noi valorizzarlo e tutelarlo».

Momento felice per l’Associazione Produttori del Nizza Docg

E se l’Enoteca di Nizza vede arrivare a 130 le aziende associate (10 in più rispetto al 2018), anche l’Associazione Produttori del Nizza Docg, per voce del presidente Gianni Bertolino, può contare su un momento felice anche in termini numerici: «Siamo passati dai 50 ai 65 associati, mentre gli ettari coltivati, da 131, hanno raggiunto i 204 in 3 anni. Tanti investitori si stanno interessando, anche dall’estero, mentre come ente già stiamo programmando le attività del 2020». La condivisione di un progetto comune è la chiave anche secondo Gianmario Cerutti, presidente dell’Associazione produttori del Moscato di Canelli: «Abbiamo iniziato il percorso per la denominazione “Canelli”, prendendo spunto anche da quanto fatto con il Nizza. Il progetto è ora al Ministero. Presto questa valle potrebbe avere due grandi vini che portano i nomi delle città».

Mobrici: “abbiamo fatto un’opera inclusiva”

A concludere gli interventi è stato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: «Da 160 siamo arrivati a 360 soci, segno che si è fatta un’opera inclusiva. Spero che questo tipo di connubio andrà a continuare: perché è solo così, facendo sistema, che si può crescere davvero».

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