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Leva di Villafranca, i ragazzi del 2002 rispondono al Sindaco

Replica alla lettera aperta di Anna Macchia all'indomani del mancato ritiro in Municipio della copia della Costituzione

A conclusione della festa

Alla conclusione della tradizionale festa di leva di Villafranca, che quest’anno ha avuto come protagonisti i ragazzi del 2002, arriva la loro risposta alla lettera aperta del sindaco Anna Macchia sulla decisione di sospendere le serate musicali dopo la rissa alla prima festa e al suo rammarico per la scelta dei “levanti” di non recarsi in Municipio a ritirare la loro copia della Costituzione simbolo di un primo incontro da adulti con le istituzioni.

Di sequito pubblichiamo integralmente il loro testo.

«Poco appoggio dalle autorità locali»

È ormai giunta la fine della tanto attesa festa di leva e noi coscritti del 2002 vorremmo spendere alcune parole in merito a quanto è accaduto negli ultimi giorni, che se per molti a breve saranno acqua passata, per noi rimarranno invece un ricordo indelebile, oltre che un’esperienza irripetibile.
Tanto doverosi quanto sentiti sono innanzitutto i ringraziamenti a tutti coloro che ci sono stati vicini, comprendendoci e sostenendoci fin dal primo momento, nel susseguirsi vertiginoso degli eventi che hanno caratterizzato i giorni della nostra leva.
Se già durante la preparazione della festa talvolta l’appoggio delle autorità locali é stato al di sotto delle nostre aspettative, sopratutto considerando quanto ci era stato riportato dall’esperienza dei levanti degli anni precedenti, tale sensazione ha trovato conferma proprio durante lo svolgimento della leva stessa.

«Siamo i primi ad essere rammaricati per quanto successo»

Siamo i primi ad essere rammaricati per lo spiacevole evento accaduto la sera tra il 27 e il 28 dicembre, rispetto cui noi coscritti e le nostre famiglie siamo totalmente estranei, ma di cui abbiamo purtroppo dovuto subire, come noto, gravi conseguenze a causa di un provvedimento senza precedenti nella radicata tradizione della Leva villafranchese.

«Un provvedimento eccessivo»

Riteniamo tuttavia che per quanto rilevante sia stato l’episodio, perlomeno secondo quanto solo informalmente appreso (visto che direttamente nulla ci è mai stato comunicato), il provvedimento di sospensione dei festeggiamenti serali sia stato eccessivo. Apprezziamo l’intento del Sindaco Macchia di tutelare la nostra incolumitá, che però riteniamo avrebbe potuto salvaguardare con misure meno drastiche. Infatti a Cortandone tutte tre le restanti serate, grazie a pochi semplici accorgimenti, si sono svolte in maniera serena e ordinata. Il cambio di location delle serate, per cui con le nostre famiglie ci eravamo particolarmente impegnati a beneficio non solo nostro ma dell’intera comunità villafranchese e limitrofa, ci è costato non pochi sacrifici sia in termini organizzativi ed economici che morali.

«Nessuno ci ha “mal consigliati”»

Abbiamo inoltre provato ulteriore rammarico nell’apprendere le parole del Sindaco di Villafranca che, lungi dal concederci subito dopo il provvedimento un confronto diretto che ci sembrava dovuto, ha invece pubblicato, solo a festa ultimata, una lettera di “rimprovero” nei nostri confronti. Con tale lettera il Sindaco ha ammonito la nostra decisione di non partecipare alla cerimonia del primo gennaio, definendo tale comportamento quale “disprezzo delle istituzioni”. Così non è: trattasi invece della civile e comprensibile reazione di un gruppo di giovani ragazzi che di propria iniziativa, e da nessuno “mal consigliati”, hanno deciso di non partecipare alla cerimonia dell’amministrazione comunale, da cui non si sono sentiti compresi e appoggiati, in un momento così importante della loro vita. L’intento, ci teniamo a ribadirlo, non era certo quello di dare una “prova di forza” nè tantomeno “disprezzare” le istituzioni o creare polemiche che finora, semmai, sono state alimentate da altri, che a noi dovrebbero invece dare il buon esempio.
Abbiamo comunque rivolto il nostro discorso alla comunità durante la celebrazione della Santa Messa, discorso toccante che ha commosso non solo noi ma anche i presenti, facendoci rivivere tutte le emozioni di questi mesi e che ha sottolineato la nostra forza d’animo, nonostante tutte le intemperie incontrate, nonché la nostra maturità.
Detto ciò… W la Leva! W la Tradizione!
I coscritti del 2002

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