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Ospedale di Asti

L’ospedale di Asti inaugura la Rianimazione ingrandita e a prova di Covid

Recuperati 150 metri quadri in più e disposti percorsi, stanze e sala monitor separati.

Inaugurata stamattina in attesa del collaudo definitivo che si terrà lunedì, la nuova Rianimazione dell’Ospedale di Asti.

I lavori sono durati qualche mese, durante i quali i pazienti sono stati trasferiti nel Reparto di Medicina B a sua volta allestito come per l’ospitalità transitoria grazie ai lavori fatti in primavera con la preparazione di 24 letti in sub intensiva.

La nuova Rianimazione è stata ingrandita, arrivando ora a coprire circa 400 metri quadri; sono stati “occupati” i marciapiedi all’esterno della struttura che, chiusi, sono diventati locali di servizio, recuperando così spazio all’interno che, insieme ad un nuovo completo ridisegno dei locali, ha consentito di realizzare un “reparto nel reparto”.

Lo ha spiegato l’ingegner Paolo De Giovanni, a capo dell’ufficio tecnico dell’Asl di Asti: «Abbiamo realizzato due ingressi separati e due sale controllo monitor distinte. Oggi vedete tutte le porte aperte, ma in caso di ricovero di pazienti “infettivi”, vengono attivati percorsi separati e isolate le camere in cui si trovano in modo da poter ospitare contemporaneamente sia pazienti “ordinari” che quelli ad alto contagio».

E’ tutto qui il senso degli imponenti lavori effettuati che sono costati 4 milioni di euro dei quali 1 messo dall’Asl attingendo a risorse proprie.

«Quest’opera è “figlia” della crisi pandemica – ha detto il direttore generale Flavio Boraso non senza qualche ironico riferimento agli attacchi di stretta attualità sul declino dell’ospedale – Nel 2020, quando è scoppiata l’emergenza Covid, abbiamo dovuto chiudere reparti importanti e le sale operatorie per far posto ai malati infettivi in Rianimazione. Oggi, in tempi di relativa tranquillità pandemica, ci siamo attrezzati e in un primo momento abbiamo realizzato i 24 posti in sub intensiva al reparto di Medicina e poi abbiamo affrontato l’impegnativa ristrutturazione della Rianimazione secondo uno schema modulare che si adatta ad ogni tipo di esigenza».

Presente anche l’assessore regionale Icardi che ha sottolineato come si sia trattato di un esempio di collaborazione fra istituzioni e società civile.

«In Piemonte, allo scoppiare della pandemia, avevamo 287 posti disponibili in Rianimazione. Ogni sera – ha ricordato – facevamo il conto di quanti posti potevamo recuperare e abbiamo chiuso alcuni Pronto Soccorso per poter usufruire dei ventilatori polmonari per i pazienti Covid. Oggi il Piemonte, anche grazie all’implementazione effettuata all’ospedale di Asti, di posti in Rianimazione ne conta oltre mille».

Emozionato il primario di Rianimazione, il dottor Alessandro Bianchi che ha detto: «Grazie per questi lavori, perchè arriviamo da anni durissim, in cui ognuno di noi ha dato il massimo e lavorare in questi nuovi e più ampi locali rappresenterà anche motivo di nuovo slancio per tutti gli operatori così provati dall’emergenza Covid».

La benedizione di don Roberto Pasquero, cappellano dell’ospedale, ha sancito la componente spirituale ed emozionale di un luogo dove spesso il confine fra vita e morte è molto labile.

 

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