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Attualità

Malata di Sma, per Martina
la scuola non è solo tra i banchi

Quando i bambini non possono andare a scuola, è la scuola che può andare dai bambini: è quello che ha voluto fare Telescuola, il progetto realizzato dal Laboratorio ICT della Regione Piemonte per

Quando i bambini non possono andare a scuola, è la scuola che può andare dai bambini: è quello che ha voluto fare Telescuola, il progetto realizzato dal Laboratorio ICT della Regione Piemonte per assicurare inclusione e partecipazione scolastica ai bambini che a causa di gravi disabilità hanno difficoltà a recarsi fisicamente in classe grazie all'utilizzo di nuove tecnologie.

Giovedì un convegno presso il salone consiliare della provincia di Asti ha presentato il progetto portando l'esperienza diretta della famiglia di Martina e dell'Istituto comprensivo di Villafranca che lo ha avviato grazie a un'importante collaborazione interistituzionale e interdisciplinare e all'ottimismo e alla tenacia di Raffaella e Renato, i genitori di Martina, che per primi si sono impegnati per riuscire a portare "Martina in classe e la classe da Martina". Progetto che si è poi esteso a un altro alunno della scuola di Villafranca, Lorenzo.

Dopo i saluti delle autorità, il convegno è entrato nel vivo con una serie di interventi da parte dei rappresentanti del Settori Sistemi Informativi della Regione, del CSP e dell'Asl che hanno illustrato le fasi di studio e la messa in pratica del progetto senza tralasciare le preoccupazioni e le difficoltà iniziali dovute a carenza di risorse, tempo e competenze, ma sottolineando la qualità dei risultati ottenuti grazie a un lavoro di squadra che ha costruito attorno a Martina, alla famiglia e alla scuola una fitta rete di persone: medici specialisti, infermieri, assistenti sociali, educatori, assistenti famigliari, associazioni di volontariato e, naturalmente, personale tecnico del laboratorio ICT.

Martina oggi ha sette anni e mezzo, frequenta la terza elementare ed è fisicamente presente a scuola due volte a settimana. I suoi compagni di classe la conoscono da due anni, conoscono la sua malattia, la Sla, e la sentono una di loro da quando suo papà Renato si è presentato dal Preside della scuola di Villafranca con una pagina di quaderno zeppa di schizzi e tante idee per permettere a Martina un'esperienza scolastica vera con le dinamiche che si creano tra coetanei e tutti quei riti che la classe vive dalla campanella all'intervallo.

Su quel foglio Renato aveva ipotizzato quello che poi è stato realizzato: un ponte radio per le trasmissioni in tempo reale tra la casa di Martina e la scuola e tutta una serie di dispositivi tecnologici, compresi microfono wireless per l'insegnante e telecamere che accompagnano le lezioni di Martina e dei suoi compagni di classe.

Un progetto sperimentale dall'esito più che positivo, sia dal punto di vista strettamente medico, come ha sottolineato Maria Teresa Pozzan del reparto di Neuropsichiatria Infantile Asl di Asti che ha seguito da vicino il percorso di Martina sia, soprattutto, dal punto di vista didattico e umano come ha invece evidenziato la vicepreside di Villafranca Fulvia Graziano a nome di tutto il corpo docente: «per Martina imparare a leggere e scrivere era fondamentale per poter utilizzare il puntatore oculare e superare lo scoglio della formulazione verbale ma, al di là del raggiungimento dell'obiettivo didattico che ci eravamo posti, conoscere Martina è stato ed è tutt'ora un'esperienza incredibile, uno stimolo e un arricchimento continuo per i bambini e per tutti noi insegnanti».

Marzia Barosso

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