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Mascherine made in Canelli per combattere il coronavirus

L'iniziativa della onlus "Dal fuso in poi" dopo la sospensione dei corsi

Tre sarte-insegnanti le producono in casa

Le mascherine anti-coronavirus per coprire naso e bocca sono introvabili? Noi le produciamo in “casa”. L’iniziativa è dell’associazione “Dal fuso in poi” che, per lenire la cronica mancanza dei dispositivi andati a ruba nei primi giorni di emergenza, ha deciso di realizzarli in proprio.

Interrotti i corsi di ricamo, cucito e macramè le sarte-insegnati-volontarie Emiliana Penna, Cristina Ivaldi e Chiara Mamone si sono riconvertite alla produzione delle bandane di protezione delle vie aeree.

Spiega Marisa Barbero, tra le fondatrici della onlus. «L’emergenza coronavirus e i decreti emessi dal governo ci hanno costretto a sospendere le nostre iniziative. Le socie-insegnanti, considerate anche le richieste arrivate loro da molti canellesi data la loro bravura e capacità, hanno deciso di riconvertirsi a quest’operazione. E’ il nostro modo per sostenere la popolazione e dare una mano, nel nostro piccolo, per superare questo brutto momento».

Realizzate in cotone fitto e compatto, sono lavabili

Le mascherine sono realizzate con una striscia di cotone fitto e compatto, cucito ai bordi, al quale vengono applicati due elastici ai lati. Sono lavabili e utilizzabili più volte. «Non sono di tipo professionale – specifica Barbero -, ma di buona fattura e servono per l’occorrenza a coloro che ne sono sprovvisti».

A supportare le tre sarte, che realizzano i dpi ognuna a casa propria nel rispetto delle disposizioni, ci sono anche Chiara e Cristina, due giovani corsiste fermate dallo stop imposto dal Covid-19. Aggiunge Marisa Barbero: «Le due ragazze sono una fetta delle quindici giovani che frequentano il nostro corso di avvio al cucito a macchina. Così, dovendo rimanere a casa, anch’esse danno una mano nel realizzare questi oggetti ora molto ricercati».

Distribuite nei negozi cittadini aperti

Non c’è una vera e propria distribuzione ma, come sottolinea Graziano Gatti, tabaccaio con rivendita in viale Risorgimento e molto attivo sui social con post, informazioni e interventi, «sono state distribuite nei negozi cittadini lasciati aperti dal decreto del Presidente del Consiglio». Non hanno un costo ma, come precisa la responsabile della onlus, «chi vuol dare il proprio contributo lo può fare. Ci aiuterà ad acquistare il materiale, soprattutto l’elastico, che si sta esaurendo». Un problema quello dell’approvvigionamento in quanto «i negozi che vendono questa merce sono chiusi. Speriamo che il tam tam in rete ci aiuti e che qualcuno che dispone di elastico lo fornisca, contattandoci preventivamente». Info e contatti: 0141-824844, fb Dal fuso in poi.

Scarseggiano gli elastici. «Aiutateci, le rivendite sono chiuse»

L’associazione “Dal Fuso in poi” opera a tutto campo nel settore della creatività: dall’oggettistica alla tessitura, dal ricamo alla confezione di abiti, dall’arte pittorica al recupero e riutilizzo di oggetti in legno fino al mosaico bizantino. Lavori che vengono svolti dalle volontarie, dalle insegnanti e dagli allievi che frequentano i nell’arco dell’anno. La onlus fornisce, ad esempio, le cuffiette per i malati oncologici degli ospedali di Asti e Alessandria, coperte per neonati alla San Vincenzo e Croce Rossa di Canelli ed altra oggettistica per chi ne ha maggiormente necessità. «Confezioniamo corredini per i nati prematuri. Non sembra vero, ma si tratta di un tipo di abbigliamento che non si trova nei negozi e i genitori di questi bambini spesso si trovano in difficoltà».

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