Matteo Salvini ad Asti 10 giugno 20221
Attualità
Video 
Elezioni amministrative

Matteo Salvini: «Chiedo ad Asti di non andare al ballottaggio e chiudere la partita domenica sera»

Sull’abbandono del partito da parte del presidente Lanfranco e del sindaco Passerano Marmorito Massaglia, osserva: «Per due che vanno, venti ne vengono»

Il segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, è stato ad Asti in tarda mattinata per sostenere il centrodestra e il sindaco uscente, Maurizio Rasero, alle elezioni amministrative di domenica 12 giugno.

Salvini, insieme a segretario regionale Riccardo Molinari, al deputato astigiano Andrea Giaccone e al vicepresidente della Regione Fabio Carosso, è stato accolto all’info-point della Lega in corso Alfieri dove ad attenderlo c’erano molti candidati al Consiglio comunale, ma soprattutto molti simpatizzanti e militanti che hanno approfittato della sua presenza per scambiare due parole o portare a casa il selfie ricordo.

«Siccome votano mille comuni – ha esordito Salvini – vi chiedo la cortesia, almeno ad Asti, di non andare al ballottaggio e di chiudere la partita già domenica sera. Squadra che vince non si cambia. A livello nazionale sto martellando personalmente da giorni, ieri anche con il ministro dell’Economia, il rinnovo dello sconto sulla benzina, sul diesel, sulla luce e sul gas perché altrimenti non si può andare avanti. Questa è terra di agricoltura, di fatica e lavoro e vedere i prezzi cui è arrivato il gasolio, assolutamente fuori dal mondo, è un motivo in più per cui tutti dovrebbero impegnarsi per la pace e non per la guerra. Questo perché più dura la guerra, più sarà un disastro in Ucraina, ma anche in Italia con la perdita di tantissimi posti di lavoro».

Salvini ha anche parlato del referendum di domenica, «un’occasione storica per cambiare la giustizia italiana». «C’è una censura vergognosa – ha poi aggiunto – i referendum sono stati nascosti da giornali, telegiornali, radio, televisioni. C’è un’alleanza tra politici, giornalisti e magistrati di sinistra per cercare di tenere il controllo nei tribunali. Vi chiedo di squarciare questo muro vergognoso di silenzio perché o la giustizia la cambiate voi o se aspettiamo il Parlamento attendiamo per trent’anni».

Prima di salire in municipio, dove ha incontrato il sindaco uscente Maurizio Rasero, candidato del centrodestra, Salvini si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti.

Tra queste non poteva mancare un suo commento sull’abbandono della Lega di Paolo Lanfranco, presidente uscente della Provincia di Asti e sindaco in scadenza di Valfenera, ma anche del sindaco di Passerano Marmorito, Davide Massaglia (che è subentrato come vicario del presidente uscente). «Auguro loro buona fortuna. – ha risposto Salvini – Per due che vanno, venti ne vengono. Ognuno è libero di scegliere il suo futuro. L’Italia e il mondo stanno vivendo tanti e tali problemi che l’interesse per la poltrona di qualcuno è l’ultima delle mie preoccupazioni. Senza rancore guardiamo avanti. Conto che Asti, come Alessandria, scelga il sindaco al primo turno e quindi che non ci siano ballottaggi così mi potrò dedicare alle altre città che invece andranno al ballottaggio. Per me i candidati delle Lega di Asti sono motivo di orgoglio e li ringrazio per il lavoro che hanno fatto».

Alla domanda se non vede il rischio che i fondi del PNRR finiscano sopratutto nelle grandi città perché i piccoli comuni, come molti tra quelli astigiani, hanno segretari comunali a scavalco o sono senza tecnici, Salvini ha risposto: «È un rischio che ho personalmente sottolineato sia al presidente Draghi sia il ministro Colao. Ci sono 15 miliardi per la digitalizzazione della macchina comunale, ma è chiaro che un Comune di 5000 abitanti, che non possiede il geometra o il comandante della polizia locale, sicuramente non ha lo staff per fare il bando per la digitalizzazione. Colao mi aveva detto che avrebbero assunto a livello centrale quattrocento ingegneri che poi aiuteranno i piccoli Comuni, ma non ne ho notizia. Non vorrei che i soldi finissero a Torino, Milano, Roma, Palermo e non sul territorio. Questo perché le grandi città, bene o male, problemi non ne hanno e possiedono le infrastrutture. A me interessa che quei soldi vadano ai Comuni sotto i 5.000 abitanti e anche ad Asti».

[foto Ago – video J.R]

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo