Mensa scolastica
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Mense scolastiche, compilati 1.267 test di gradimento

La Commissione cittadina traccia un bilancio del percorso svolto insieme al Comune di Asti, tra modifiche ai menu e progetti di formazione

Introduzione dei questionari di gradimento sul servizio mensa nelle scuole cittadine (compilati da 982 famiglie e 285 insegnanti). Inserimento di nuovi piatti nel menu e, ancora, progetti di formazione in vista del prossimo anno scolastico.
Sono solo alcuni dei temi trattati negli ultimi mesi dalla Commissione mensa cittadina, formata dai rappresentanti di genitori e insegnanti dei circoli didattici presenti in città. Composta da circa 20 membri, è nata nel 2017, formalizzata da una delibera di giunta, per coordinare il lavoro dei commissari mensa che, all’interno dei diversi circoli, lavorano separatamente. Un impegno che, nel corso dell’ultimo anno scolastico, si è rivelato molto più intenso, oltre che complicato dalle restrizioni dovute alla pandemia.
A tracciare il bilancio del lavoro svolto due componenti della commissione che parlano a nome di tutto il gruppo. Ovvero, Valeria Angelomé, insegnante alla media Parini e rappresentante dei genitori per l’istituto comprensivo 3, e Barbara Odarda, rappresentante dei genitori per l’istituto comprensivo 2.

Le criticità legate alla pandemia

«Le criticità emerse in passato – affermano – sono aumentate quest’anno a causa delle difficoltà organizzative dovute alla pandemia. Ci riferiamo in primo luogo al servizio nelle aule, anziché nei refettori, per quanto riguarda le scuole elementari e medie, che ha comportato modifiche ai menu. Quindi al fatto che non era più possibile, per noi commissari, effettuare il controllo del servizio. Per questo abbiamo chiesto al Comune di Asti un percorso di incontri che si sono svolti a partire da febbraio a cadenza ravvicinata».
«La nuova organizzazione provocata dall’emergenza sanitaria – hanno aggiunto – ha determinato cambiamenti che spesso non hanno trovato il favore delle famiglie. In particolare, le lamentele riguardavano principalmente la temperatura non adeguata delle pietanze servite, l’appiattimento del menu perché alcuni cibi erano difficoltosi da trasportare ai piani (come le ministre). E ancora, la scelta del piatto tripartito, deciso per evitare eccessivi passaggi delle addette ai piani. Una soluzione non adeguata ai tempi dei bambini delle elementari, che arrivano a mangiare il secondo e il contorno quando ormai sono freddi. E, secondo noi, con quantità da aumentare per gli alunni delle medie».
Non tutte le difficoltà sono sono state superate. «Abbiamo ottenuto un dialogo molto aperto e la possibilità di incontrare i rappresentanti delle ditte (Camst e Dussman) che attualmente stanno svolgendo il servizio – ha precisato Barbara Odarda – anche se non tutti i problemi sono stati risolti, proprio perché dovuti all’emergenza sanitaria. Comunque abbiamo gettato le basi per un miglioramento del servizio dal prossimo anno scolastico».
A questo proposito dalla Commissione è pervenuta la sollecitazione ad una maggiore attenzione alla preparazione dei piatti, con corsi di formazione rivolti al personale e ai cuochi. «A volte basta proprio poco – ha aggiunto Valeria Angelomé – per rendere un piatto più appetitoso agli occhi dei bambini».

La formazione

E ancora, concordata con il Comune, la necessità di un corso di educazione alimentare per le famiglie. «Ci sono genitori che telefonano all’ufficio mensa comunale per chiedere di servire cibi che piacciano ai bambini, anche se non propriamente sani. Secondo noi, d’accordo con l’Amministrazione, è invece necessario un equilibrio tra il fatto che i bambini mangino quanto loro proposto, pagato dai genitori, e il fatto che la mensa rappresenti un momento di educazione alimentare. A questo proposito – hanno sottolineato – abbiamo coinvolto gli esperti di Food Insider per un corso di formazione in via di definizione. Accanto, abbiamo ottenuto la disponibilità del prof. Zeppa, docente universitario di Tecnologie alimentari, che offrirà la sua consulenza dal prossimo settembre per indicare ai commissari mensa e ai funzionari del Comune cosa controllare (e come) del servizio».

I risultati ottenuti e il sondaggio

Tra i risultati già ottenuti, invece, alcuni cambiamenti al menu primaverile, con l’introduzione, ad esempio, dell’hamburger di legumi e della pasta in salsa rosa. E l’introduzione dei questionari di gradimento rivolti a genitori e docenti. Il sondaggio, appena terminato, ha visto rispondere 982 genitori e 285 insegnanti. Condiviso da Comune e Commissione, prevedeva domande a risposta chiusa e aperta. «Non era mai stato fatto – hanno commentato Angelomé e Odarda – e ha avuto un ottimo riscontro. Analizzeremo i risultati insieme all’Amministrazione e pubblicheremo le risposte non appena terminato il lavoro. Dal prossimo anno, poi, si aggiungerà il questionario rivolto ai bambini, rimasto in stand by».
«Sapevamo che il lavoro della Commissione non si sarebbe tradotto in azioni concrete in tempi rapidi – hanno concluso – ma era importante porre le basi in vista del prossimo anno scolastico, che potrebbe vedere anche il ritorno del consumo nei pasti nei refettori e il subentro della nuova ditta per il servizio mensa nelle scuole cittadine».

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