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“Mettiamo in circolo il valore”: progetto per cibo e lavoro

Ideato dalla Cooperativa Della Rava e della Fava per borse lavoro, magazzino solidale caritas e sostegno delle piccole filiere di qualità

Il valore non si misura solo con il denaro, neppure quando si parla di commercio e di compravendita. E’ su questo assunto che la Cooperativa della Rava e della Fava ha avviato un progetto sociale che vede coinvolte diverse anime del territorio e che ha come obiettivo quello di mettere in circolo la ricchezza derivante dal denaro, dal cibo e dal lavoro.
Con una “chiamata” a tutti i cittadini che credano in questa filosofia affinchè possano sostenerla con donazioni di quote.
Il progetto si muove su tre direttrici, come hanno spiegato Giulia Grosso, presidente della Coop. e Paolo Fiscelli direttore.
La prima è quella della formazione: borse lavoro che consentano a chi si trova in un periodo di fragilità occupazionale di potersi formare, di apprendere competenze, di essere davvero incluse e di poter esprimere ciò che di meglio possono offrire al mondo del lavoro.
L’obiettivo è di attivare 4 borse di lavoro ogni anno; 2 partono già ad aprile. A questa parte del progetto collaborano anche le Acli che sottolineano come sia importante cominciare a guadagnare anche durante la formazione. Chi volesse sostenere le borse lavoro può farlo con quote mensili da 50 euro o con una quota libera da 200 euro.
Ma c’è anche un altro modo per dare dignità e riconoscimento al lavoro ed è quello di sostenere le filiere agricole ed artigianali nostrane e dal sud del mondo.
Acquistare prodotti che arrivano da una filiera controllata, dove chi lavora la terra o crea nel suo laboratorio segue regole precise di sostenibilità ambientale e non sfrutta nè le donne, nè i bambini e neppure la natura, significa dare un contributo significativo anche alla salvaguardia della biodiversità del pianeta.
Multinazionali e piccoli produttori sono due mondi completamente diversi.
I primi resistono sempre perchè hanno economie di scala imbattibili, i secondi sono in forte sofferenza dopo la pandemia e a livello internazionale ci sono intere comunità decimate dal Covid. Per aiutare queste filiere basta acquistare prodotti, anche in forma collettiva.
E il cibo è anche al centro della terza direttrice “Alimentiamo il futuro” in collaborazione con il Magazzino Solidale della parrocchia di San Domenico. Un “serbatoio” importante per le tavole di chi è in difficoltà che funziona però con una regola più unica che rara: chi si rifornisce è chiamato a “restituire” in termini di piccoli lavoretti utili alla comunità del quartiere. A seconda delle proprie possibilità e competenze. «Questo meccanismo – spiegano le coordinatrici – da una parte ha allontanato chi è abituato a prendere e basta ma dall’altra ha avvicinato chi si vergognava di un aiuto di questo genere che invece ha modo di dimostrare la sua dignità pur in un momento di difficoltà economica». Per sostenere questo aspetto del progetto sono disponibili buoni mensili di vario taglio. Ogni ulteriore info sul nuovo sito www.ravafava.it

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