Migliorare le opere infrastrutturaliper accrescere l’occupazione
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Migliorare le opere infrastrutturali
per accrescere l’occupazione

Dopo sette anni di calo, le rilevazioni Istat, annunciano una ripresa del mercato immobiliare. Nel 2014 le compravendite, sulla base dei dati di fonte notarile, sono aumentate dell'1,6% rispetto

Dopo sette anni di calo, le rilevazioni Istat, annunciano una ripresa del mercato immobiliare. Nel 2014 le compravendite, sulla base dei dati di fonte notarile, sono aumentate dell'1,6% rispetto al 2013 in tutte le regioni della penisola a esclusione delle isole mentre, salgono del 9,2% i mutui, i finanziamenti e le altre obbligazioni con ipoteca. Una crescita che però va letta con attenzione, mette in guardia Confartigianato che parla di "notte fonda" per le imprese italiane del settore delle costruzioni.

«Il comparto dell'edilizia versa ancora in una situazione di profonda crisi – afferma il direttore di Confartigianato Asti Giansecondo Bossi ? Il numero dei mutui casa cresce per due motivi: siamo di fronte a una rinegoziazione dei tassi di interesse, che rendono i mutui più sostenibili per chi già li possiede, e a una forte spinta da parte del settore bancario che cerca in questo modo di immettere sul mercato l'invenduto in modo da consentire il rientro di somme ingenti anticipate negli anni di inizio crisi ai grandi immobiliaristi». A febbraio 2015 il valore della produzione del settore costruzioni è sceso dell'1,3% rispetto al mese precedente: una tendenza negativa simile a quella registrata in Europa (-1,8% nell'Eurozona, -1,2% nell'Ue) ma peggiore se valutata su base annua.

Negli ultimi 12 mesi, da quanto emerso dal confronto di Confartigianato tra l'andamento italiano del settore e i trend registrati degli altri Paesi europei, la produzione in Italia è calata del 5,8% rispetto ai 12 mesi precedenti mentre, nello stesso periodo, l'Europa mostra un aumento dell'1,6% e nell'Eurozona l'attività delle imprese edili è stabile, con un incremento dello 0,4%. In particolare, tra marzo 2014 e febbraio 2015, è la Spagna a manifestare la maggiore crescita del settore delle costruzioni con un +14,7%, in ripresa le imprese edili di Regno Unito (+4,3%) e Germania (+0,4%) mentre in controtendenza la Francia che segnala una diminuzione del 4,7%. La crisi del settore edile in Italia si riflette anche sulle condizioni dell'occupazione che Confartigianato evidenzia come "decisamente negative". Nel 2014 le costruzioni hanno perso 96 mila posti di lavoro (-6,2%), arrivando a toccare il minimo storico di 1.454.000 occupati.

Bilancio negativo anche per le 536.814 imprese artigiane che operano nelle costruzioni, pari al 38,8% del totale delle aziende artigiane con 835.963 addetti: nell'ultimo anno sono diminuite del 2,8%, con una perdita di 5.646 imprese. «Dobbiamo puntare sulla rigenerazione sostenibile delle città e dei territori attraverso quelle piccole e medie opere infrastrutturali utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini e indispensabili per il rilancio dell'edilizia e dell'economia -? aggiunge il direttore Bossi – ?L'avvio in tempi rapidi di questi cantieri garantirà un effetto moltiplicatore sull'occupazione, ma per farlo è necessaria una modifica del patto di stabilità, per consentire l'utilizzo dei fondi disponibili nelle casse comunali per investimenti».

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