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Nizza Monferrato: “Il Nizza Docg è un’opportunità per raccontare il nostro territorio”

Esordio in grande stile, alla presenza delle autorità, venerdì mattina per “Il Nizza è”, nuovo evento di promozione del Nizza Docg, che nasce in autunno per diventare complementare alla kermesse “Nizza è Barbera”

Nizza Docg è un’opportunità per il territorio

Esordio in grande stile, alla presenza delle autorità, venerdì mattina per “Il Nizza è”, nuovo evento di promozione del Nizza Docg, che nasce in autunno per diventare complementare alla kermesse “Nizza è Barbera”. «In un anno in cui, per ragioni di sicurezza e di risorse, si temeva di non poter fare nulla – dice Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca di Nizza – abbiamo pensato di dare vita a un evento complementare, concentrandoci su numeri ridotti di persone». Si è così rapidamente consolidata la collaborazione con l’Associazione Produttori del Nizza, il Comune, l’AIS astigiana e il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

L’amministrazione favorisce il progetto

La città del “Campanòn”, a monte, non poteva che favorire il progetto, come rimarcato dall’assessore al turismo Marco Lovisolo: «Se una bottiglia di “Nizza” è su una tavola a San Francisco, abbiamo il primo mattone su cui costruire il racconto del territorio da cui proviene». Tra gli intervenuti, si segnala la presenza di Mauro Carbone, direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che ha rimarcato l’importanza di trasmettere, in questo periodo, un messaggio di accessibilità del nostro territorio. Partner inedito del progetto, il Rotary Club Nizza-Canelli.

Una scelta giusta

«Nel momento più critico, abbiamo deciso di offrire il supporto non a una singola azienda, ma a un gruppo di aziende, riunite nell’Associazione Produttori del Nizza – ha detto Federico Braggio – Siamo felici di aver fatto la scelta giusta». Il progetto del Nizza Docg, come ricordato dal presidente dei produttori Gianni Bertolino, arriva da lontano e guarda al futuro: «L’anno scorso la produzione è più che raddoppiata, superando le 600 mila bottiglie, con prezzi di vendita adeguati. Significa che la Barbera ce l’ha fatta a essere riconosciuta per la qualità».
Fulvio Gatti

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