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Nuovi autovelox nei paesi e recupero delle tombe

Il consigliere comunale Piero Ferrero annuncia l'arrivo dei velox su alcune strade frazionali e i lavori di recupero delle tombe più antiche

In arrivo gli autovelox fissi

La manutenzione delle frazioni e dei cimiteri, compreso quello del capoluogo, sono le priorità per il consigliere delegato Piero Ferrero. Con una lunga esperienza maturata tra i banchi del Consiglio, Ferrero è colui che, per conto del sindaco Rasero, tiene i contatti con i volontari delle frazioni (ruolo che in passato veniva affidato ai presidente delle circoscrizioni frazionali), ma si occupa anche di manutenzione dei cimiteri che, proprio nei paesi, hanno spesso bisogno di interventi più o meno costosi. La Giunta comunale ha terminato da poco gli incontri con i cittadini che abitano nei paesi del concentrico. L’ultimo confronto si è tenuto a Valmanera. Nelle frazioni vivono in media 15.000 persone che spesso si sentono trascurate perché non godono degli stessi servizi che hanno gli astigiani “di città”.

Quali sono le richieste più importanti che hanno fatto i cittadini delle frazioni incontrando l’amministrazione comunale?

Per prima cosa la sicurezza a 360°, contro furti e rapine, ma anche stradale, quella data dalla corretta pulizia dei fossi e una maggiore attenzione alla segnaletica orizzontale e verticale. Per quanto riguarda la manutenzione del territorio chiedono di pulire i fossi per una corretta regimazione delle acque, ma da più parti è arrivata anche la necessità di installare degli autovelox.

Avete già deciso dove saranno collocati i nuovi autovelox?

Si tratta di postazioni fisse che prevediamo di posizionare tra Quarto e Valenzani, sulla piana di Variglie, a Serravalle e tra Castiglione e Portacomaro, verso l’entrata del paese. Il finanziamento è già stato stanziato nel bilancio, speriamo entro l’autunno di averli operativi.

Come procedono i progetti di controllo di vicinato?

Il progetto va avanti, anche se è un’iniziativa soprattutto dei cittadini. A San Marzanotto, anche grazie ai gruppi di WhatsApp, funziona molto bene.

Piero Ferrero

Arriveranno le nuove telecamere anticrimine nelle frazioni?

No, al momento non è prevista l’installazione di nuovi impianti, ma ogni paese ha comunque una telecamera di videosorveglianza all’ingresso del centro abitato.

Il nuovo regolamento di polizia rurale servirà a garantire più manutenzione del territorio frazionale. A che punto siete con la bozza?

Al primo Consiglio utile porteremo la pratica dopo che ci siamo confrontati con tecnici, professionisti, le organizzazioni di categoria e con i dipendenti comunali. Chiederemo aiuto ai giornali e ai volontari delle frazioni per farlo conoscere il più possibile e divulgarlo tra i diretti interessati. Comunque abbiamo recapitato 75 avvisi a cittadini, tutti frontisti, invitandoli a mettersi in regola e ben 67 l’hanno fatto. Altri hanno pagato le sanzioni.

Quali sono state le vostre richieste?

Abbiamo chiesto di tagliare le fronde degli alberi che insistevano sulla strada, creando pericoli, oppure di potare le piante che sbordavano oltre i fossi e di curare le siepi. Adesso puntiamo ad effettuare la pulizia dei fossi. In questo caso dobbiamo tenere conto che ci sono 520 km di fossi da mantenere puliti cui si aggiungono gli sfalci dell’erba, per 3 tagli annuali, la manutenzione delle aree verdi, del suolo e delle frane. Per fare tutto insieme occorrerebbero oltre 2 milioni di euro, una cifra impossibile per il Comune. Quindi facciamo gli interventi più urgenti e programmiamo ciclicamente le altre manutenzioni.

I lavori nei cimiteri

E’ l’Asp che gestisce il cimitero urbano e quelli frazionali di Casabianca, Castiglione, Mombarone, Montegrosso Cinaglio, Montemarzo, Portacomaro stazione, Quarto, Revignano, San Marzanotto, Serravalle, Sessant, Vaglierano, Valenzani, Valleandona e Variglie. Ferrero si occupa anche di coordinare il lavori necessari per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria.

In che condizioni sono i cimiteri delle frazioni?

Sono abbastanza ben tenuti. Dove esistono problemi sono imputabili all’intonaco ammalorato e alle infiltrazioni d’acqua. A Serravalle abbiamo deciso di costruire una trentina di cellette destinate a ossari/cinerari dove collocare i resti inumati nelle tombe più antiche che necessitano di una ristrutturazione. Abbiamo predisposto avvisi che resteranno fino ai Santi e ci offriamo di trasferire i resti nelle cellette, a nostre spese. Quindi sistemeremo le tombe più antiche così da poterle ridare in concessione. Così facendo non ingrandiamo il cimitero e ristrutturiamo i loculi più vetusti. Se il cittadino accetta, bene; altrimenti rimettiamo i resti al loro posto, dopo aver effettuato i lavori necessari. Lo stesso faremo negli altri cimiteri e in quello urbano dove c’è la necessità di costruire altri loculi. Intanto stiamo studiando come installare i servizi igienici in tutti i cimiteri frazionali dove mettiamo anche le nuove scale per raggiungere le tombe più alte.

Anche il cimitero di Asti ha bisogno di urgenti lavori di manutenzione. In particolare i vecchi ossari stanno cadendo a pezzi e la chiesetta non è proprio ben messa. Che farete?

Degli ossari, oggi transennati, ne sono venuto a conoscenza a novembre e in effetti la situazione è disastrosa. Anche qui informeremo i parenti, come nel caso di Serravalle, della nostra intenzione di spostare le cassette con i resti e metterle in un altro ossario, tutto a nostre spese. Quindi ristruttureremo la campata e, una volta a posto, procederemo con le nuove concessioni. Anche in questo caso i famigliari, se ancora presenti, potranno chiedere di rimettere i resti al loro posto. La chiesa non è messa benissimo, ma viene usata molto poco e credo sia necessario un ragionamento con la Curia.

C’è il rischio che venga abbattuta?

No, assolutamente. Ma i soldi per ristrutturarla non ci sono.

Quante sono le sepolture ad Asti?

Nel 2017 ci sono stati 613 funerali, 461 cremazioni di cui 240 di cittadini residenti ad Asti e 221 di salme non residenti.

Quindi lo spazio disponibile è sufficiente?

Sì, con l’aumento delle cremazioni, i nuovi loculi e il recupero delle tombe dismesse non abbiamo bisogno di ingrandirlo. Aumentano anche le richieste per le tumulazioni nella terra, nei cosiddetti “tombini”, dove la concessione comunale è della durata di 99 anni.

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