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Nuovo Piano Urbano del Traffico di Asti: all’Asp il compito di rivederlo

Dopo quasi 20 anni si rimette mano al PUT: i dati serviranno allo studio in vista del nuovo grande parcheggio

Si dovrà aggiornare in previsione del nuovo grande parcheggio

Che la viabilità di Asti debba essere rivista non c’è alcun dubbio, ma le abitudini degli astigiani, sul fronte della mobilità, dovranno cambiare anche a causa dell’eccessivo tasso di smog che ha obbligato gli amministratori a disporre blocchi strutturali e temporanei del traffico vietando il transito in centro ai veicoli più inquinanti.

Uno strumento fondamentale per ridisegnare la mobilità cittadina è dato dal Piano Urbano del Traffico (PUT) che il nuovo Codice della Strada ha reso obbligatorio per tutti i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti.

L’attuale Piano risale al 2000

L’attuale impianto del PUT di Asti risale al 2000 a firma dello studio Mondo di Torino, ma l’amministrazione Rasero ha deciso di metterci mano per aggiornarlo alle nuove necessità dettate dai cambiamenti urbanistici avvenuti negli ultimi 19 anni. Non solo l’apertura dell’ospedale Massaia, ma anche nuovi insediamenti produttivi, centri commerciali, supermercati e aziende hanno profondamente cambiato le “rotte” del traffico cittadino anche se non si sono aperte nuove grandi arterie per alleggerirne i flussi. Poche le eccezioni, come la bretella dell’OBI tra corso Ivrea e corso Torino o strada Laverdina tra la stessa corso Ivrea e corso Pertini (ospedale). A ciò si aggiungono i tagli al trasporto pubblico, le maggiori attese tra una corsa e l’altra dei bus, che inducono molti cittadini a usare la macchina non solo per andare al lavoro, o portare i bambini a scuola, ma anche per le commissioni di tutti i giorni. Ma è soprattutto un’attenta analisi dei flussi di traffico in centro, in vista della costruzione del tanto discusso nuovo parcheggio, che l’amministrazione si aspetta di trovare nell’aggiornamento del PUT affidato all’Asp.

Sarà, infatti, la multiutility di cui il Comune ha il 55% delle quote a dover rivedere il Piano del Traffico e lo farà chiedendo la consulenza, ancora una volta, dello Studio Mondo. Nella bozza di convenzione si indicano 2 anni come tempo massimo per redigere il nuovo Piano, ma è probabile che i risultati si avranno anche prima. Nel frattempo, l’amministrazione Rasero procederà nelle richieste per vedere realizzato il collegamento Sud Ovest, «qualunque esso sia – ha precisato il sindaco – purché si costruisca il secondo ponte sul fiume Tanaro».

 

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