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Palio sì, Palio no: contrastanti le opinioni di alcuni ex Rettori

Ne abbiamo interpellato alcuni prendendo spunto da un post pubblicato su facebook dal Sindaco di Baldichieri Gianluca Forno

Il post su facebook del Sindaco di Baldichieri

Prendendo spunto da un post pubblicato sulla propria pagina facebook dal Sindaco di Baldichieri Gianluca Forno (https://www.facebook.com/gianluca.forno.94), nel quale il primo cittadino illustrava in maniera dettagliata le ragioni per le quali…. “il Palio 2020 NON si può correre”…. abbiamo interpellato alcuni ex Rettori sollecitando in proposito le loro opinioni.

Francesco Peraino (ex Cattedrale)

Francesco Peraino (ex Cattedrale): «A mio modo di vedere il Palio non può svolgersi. L’ultimo decreto del presidente del Consiglio Conte stabilisce infatti che un massimo di mille persone, a partire dal prossimo 15 giugno, possano assistere a manifestazioni all’aperto, ovviamente assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Il Palio, conteggiando solamente i figuranti del Corteo Storico (circa 1200) supera già questo limite. L’evento di settembre è festa di aggregazione e il distanziamento forzato snaturerebbe la manifestazione. E poi come faremmo con il pubblico dei parterre? Sono contrario anche ad uno spostamento della manifestazione allo stadio, struttura peraltro non agibile se non grazie a continue deroghe. Piuttosto prendiamo in considerazione la possibilità di correre due Palii il prossimo anno, il primo nella settimana di San Secondo (straordinario) ed il secondo (ordinario) a settembre.»

Alberto Rasero (ex Tanaro)

Alberto Rasero (ex Tanaro): «Il Palio deve svolgersi, almeno finché non uscirà un decreto che vada a proibirne lo svolgimento. E’ vero che al momento non vi sono le condizioni necessarie, legate alla salute e alla sicurezza, affinché l’evento abbia luogo, ma da qui a settembre le cose potrebbero cambiare. Altro aspetto fondamentale per il sottoscritto: l’Amministrazione deve impedire agli organismi palieschi che dovrebbero tutelare e difendere il Palio, mi riferisco a Borghi, Rioni e Comuni, di fare di tutto per annullarlo. Senza scordare inoltre che la manifestazione sarebbe un traino notevole per l’economia locale. Chiudo dicendo che a mio modo di vedere i Comitati partecipanti al Palio dovrebbero pagare ognuno una quota di iscrizione, per aiutare economicamente l’Amministrazione.»

Giovanni Spandonaro (ex Torretta)

Giovanni Spandonaro (ex Torretta): «Occupando un ruolo istituzionale (Sindaco) ed essendo presidente del Consiglio di Amministrazione di una Spa (Acquedotto della Valtiglione, n.d.r.) mai come negli ultimi giorni ho dovuto districarmi tra decreti governativi, delibere e quant’altro. Premessa necessaria, perchè se io occupassi ancora la massima carica del mio Comitato farei al Sindaco un discorso semplicissimo: “Ogni Rettore ama il Palio in maniera viscerale e ritiene fondamentale correrlo. Ma vista la gravità del momento e valutate con attenzione quelle che sono le priorità a cui sottostare, deve essere l’Amministrazione a prendere la decisione definitiva sulla disputa o meno dell’evento. E se la decisione fosse l’annullamento seppur a malincuore mi adeguerei.»

Antonio Binello (ex San Marzanotto)

Antonio Binello (ex San Marzanotto). «Rispettando le norme a garanzia della salute e della sicurezza ritengo che il Palio si debba correre. Il tutto nel pieno rispetto delle tradizioni. Non trascurerei neppure la possibilità di spostare l’evento allo stadio. Il mio non è fanatismo, sia chiaro, poiché credo sarebbe molto importante per la nostra città, economicamente in ginocchio, usufruire di una vetrina importante quale quella paliesca. Si tratterebbe di un rilancio in grande stile per la nostra Asti.»

Diego Musumeci (ex Moncalvo)

Diego Musumeci (ex Moncalvo): «I Rettori, e il mondo del Palio tutto, sono chiamati a prendere una decisione su un argomento che mai ci saremmo immaginati di dover affrontare. Decidere se correre o no a settembre non è sicuramente una scelta facile. A oggi, tuttavia, pare francamente difficile pensare a una sua disputa. Problemi di ordine sanitario e di sicurezza snaturerebbero irrimediabilmente la nostra Festa. Ne uscirebbe un Palio monco che non gioverebbe a nessuno perché la socialità verrebbe a mancare e il Palio è collettività, il Palio è contatto fisico. Inoltre c’è anche la questione etica e civica. Il doveroso rispetto che tutti noi dobbiamo a chi ha sofferto per un lutto o una malattia. Usiamo questo periodo di fermo per riflettere sul nostro futuro per ripensarci e per tornare, quando possibile, più forti di prima. Nel frattempo facciamo vedere a tutti che il Palio è molto di più della semplice corsa e, in realtà, si pone dentro un ingranaggio che si è stratificato con il passare degli anni ed è diventato l’essenza e il valore della nostra Città. Il mondo del Palio è mutuo soccorso, aiutare chi è in difficoltà. Questo è il vero vissuto sociale del Palio che, nonostante tutto, resiste e sa coinvolgere la Città.»

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