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Paolo Filippi: «Avremo enti
più grandi ma più deboli»

Intervista a Paolo Filippi, attuale presidente della Provincia di Alessandria. Filippi, 50 anni, Presidente dal 2004, è originario di Casale Monferrato dove ha ricoperto la carica di consigliere comunale e assessore e valuta molto negativamente i recenti provvedimenti del Governo che, a suo dire, penalizzano fortemente gli enti locali

«Sono dispiaciuto delle dimissioni di Maria Teresa Armosino perché in questi anni abbiamo collaborato tanto, in diverse occasioni». Inizia così la nostra intervista a Paolo Filippi, attuale presidente della Provincia di Alessandria, con il quale abbiamo parlato del futuro della nostra Provincia che, per scelta governativa, verrà accorpata a quella di Alessandria. Filippi, 50 anni, Presidente dal 2004, è originario di Casale Monferrato dove ha ricoperto la carica di consigliere comunale e assessore e valuta molto negativamente i recenti provvedimenti del Governo che, a suo dire, penalizzano fortemente gli enti locali.

«Il riordino delle Province, ad esempio, è una follia perché con i pesanti tagli che Roma ci impone rischiamo di non poter più garantire l’efficienza dei servizi in quanto avremo enti più grandi ma molto più deboli dal punto di vista finanziario». Continua Filippi: «Anche in vista dell’accorpamento con Asti si rischia di mettere insieme non due forze ma due estreme debolezze. Per questa ragione è necessario mettere da parte le polemiche e il comprensibile campanilismo al fine di difendere insieme il ruolo istituzionale degli enti intermedi che il Governo sembra voler ammazzare».

Il presidente Filippi auspica dunque una unità di intenti e di obiettivi e smorza le polemiche che nei giorni scorsi hanno popolato le pagine delle cronache locali: «Non abbiamo mai iniziato noi le discussioni con rappresentanti astigiani, ci siamo semplicemente limitati a rispondere e parallelamente voglio smentire risolutamente alcune falsità che sono state dette come il fatto che i debiti del comune di Alessandria verranno spalmati su quello di Asti. Credo davvero che sia giunto il momento di pensare soltanto a come difendere un territorio allargato e in che modo garantire i servizi per i cittadini. La scelta di accorpare le due province non è nostra – prosegue Filippi – ma non abbiamo nessun problema ad intraprendere un percorso con Asti che ha tanti elementi comuni con l’Alessandrino. Ci sono punti di eccellenza nell’Astigiano che possono fondersi egregiamente con caratteristiche del nostro territorio in una proficua integrazione che vada a beneficio di tutti. Abbiamo già lavorato insieme e, sono certo, non avremo problemi a farlo in futuro».

Stigmatizza infine anche l’incertezza normativa che si vive in questi giorni: «Non sappiamo ancora quali competenze rimarranno in capo ai nuovi Enti Provincia e quali invece verranno trasferite ai Comuni e alla Regione e ciò non fa che aumentare la confusione».

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