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Attualità

Pasta e Lattanzio: «Se Brignolo resta
in banca non può fare il presidente»

Sembra essere appeso all’applicazione di una norma del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali il doppio ruolo del sindaco Fabrizio Brignolo a presidente della Provincia e consigliere nel

Sembra essere appeso all’applicazione di una norma del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali il doppio ruolo del sindaco Fabrizio Brignolo a presidente della Provincia e consigliere nel CdA della Cassa di Risparmio di Asti. L’art. 63, comma 2, spiega che non può essere presidente di Provincia «colui il quale, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della Regione». Poiché la Cassa di Risparmio è incaricata del servizio di tesoreria per conto della Provincia ed essendo Brignolo nel CdA della banca si configurerebbe una questione di incompatibilità.

«L’incompatibilità è evidente e la norma del Tuel è chiarissima – commenta l’ex assessore alla Trasparenza Alberto Pasta, il primo ad aver sollevato la questione a poche ore dall’elezione di Brignolo – Deve scegliere cosa fare: o lascia il CdA della Cassa o fa ricommissariare la Provincia. Non c’è niente da interpretare perché ci sono sentenze della Cassazione a sostegno di quanto dico». Anche il consigliere comunale di minoranza Maurizio Lattanzio è convinto che l’incompatibilità tra le cariche esista e che Brignolo debba fare una scelta, dimettendosi dalla banca. «Ho una sentenza in mano della Cassazione che dice questo e quindi attenderò fino a sabato per vedere cosa deciderà di fare poi io stesso presenterò un ricorso in tribunale. Mi stupisce molto il fatto che nell’opposizione, come ad esempio in Forza Italia o tra il Movimento 5 Stelle, nessuno abbia ancora sollevato la questione ufficialmente. Esiste ancora il coordinatore provinciale di Forza Italia?»

E mentre il consigliere comunale Gabriele Zangirolami (Movimento 5 Stelle) commenta con una battuta la nuova carica ricoperta dal sindaco («siamo contro i doppi incarichi in politica, figuriamoci davanti ad una simile collezione di poltrone: continuando così si farà eleggere anche Papa») il neo presidente Brignolo non rilascia particolari dichiarazioni affermando, però, «che la norma si presta a diverse interpretazioni sulle quali si stanno facendo i dovuti ragionamenti». Appare comunque molto improbabile, quasi da fantapolitica, che il presidente Brignolo, davanti ad una scelta obbligata, possa decidere di restare in banca causando un nuovo commissariamento dell’Ente di piazza Alfieri.

Intanto in provincia si discute sul dato politico del voto e sulla rappresentatività dei territori astigiani. Arrabbiati e delusi alcuni sindaci della Valle Bormida per essere stati tagliati fuori dal Consiglio (avranno dei ruoli nelle future commissioni) ma anche della Val Rilate i cui “grandi elettori” hanno, in alcuni casi, disertato le urne per protesta. «Nella formazione del Consiglio provinciale non sono state minimamente prese in considerazione le nostre istanze – commenta il sindaco di Chiusano Marisa Varvello – La verità è che siamo stati esclusi e che i giochi sono stati decisi dai partiti quindi, in Provincia, contiamo zero. L’impressione è che sia stato applicato un manuale Cencelli di 2° livello ma, alla fine, vedo che il malessere dei sindaci e dei consiglieri è emerso dall’affluenza al voto. Adesso voglio vederli alla prova dei fatti sul nord Astigiano ma anche su questioni molto importanti come il contenimento dei costi di gestione dell’Ente».

Riccardo Santagati

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