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Attualità

Piste ciclabili e bici: è l’ora della rivoluzione?

Le richieste della Rete Asti Cambia -FIAB che vuole più spazi per le biciclette per una città sostenibile, meno inquinata e più a misura di turisti

Asti: in arrivo un futuro green di piste ciclabili, bici e mobilità sostenibile?

Piste ciclabili, parcheggi per le biciclette, più spazio ai pedoni, una mobilità “green” che prenda il sopravvento rispetto al caos automobilistico che “assedia” la città, compreso buona parte del centro storico. Se le linee guida regionali hanno già stabilito il futuro di Asti nel quale dovranno necessariamente aumentare le zone pedonali e le ZTL, ben più di quelle attuali, l’emergenza sanitaria, la necessità di fruire maggiormente delle aree pubbliche e degli spazi all’aperto, offrono all’amministrazione comunale un’occasione pressoché irripetibile per ridisegnare la mobilità. In parte di sta facendo con la predisposizione del nuovo Piano del traffico, ma se le premesse non fossero sufficienti, ci pensa la Rete Asti Cambia – FIAB a rimarcare l’esigenza di rivedere la mobilità cittadina per dare molto più spazio ai ciclisti.

«Riteniamo che sia il momento di agire – incalzano dalla Rete Asti Cambia – per dare anche alla nostra città una mobilità sostenibile, fatta di una rete di percorsi ciclabili che facilitino gli spostamenti e stimolino ad usare di più e meglio le biciclette per la mobilità urbana, insieme ad altre misure ed iniziative che incidano sulla qualità della vita degli astigiani, con uno sguardo attento soprattutto a disabili, anziani e bambini. Che Asti sia da anni tra le città ad alto tasso di inquinamento da polveri sottili è un fatto noto a tutti; alla luce della recente emergenza sanitaria, sembra inoltre delinearsi una forte connessione tra smog e mortalità da Covid-19. Perciò la mobilità alternativa alle auto, in città, è una priorità non più rinviabile, a tutela della salute di tutti i cittadini».

Chiesta la convocazione di un Tavolo tecnico

Occhi puntati sulla discussione per il nuovo Piano del traffico, ma per i sostenitori della Rete occorre convocare «un Tavolo tecnico che coinvolga i principali “attori” civici (Enti pubblici, Associazioni di categoria, Associazioni ambientaliste e del volontariato sociale, Associazioni a tutela dei Consumatori, etc.) a cui affidare il compito di avviare il processo di elaborazione di un Piano Strategico della e per la città». La Rete Asti Cambia «ribadisce la necessità di intraprendere urgenti iniziative affinché la città arrivi a settembre in condizioni migliori per poter affrontare un’eventuale seconda fase di emergenza».

I tre punti cardine

La Rete, animata da tante associazioni e che fa della bicicletta il mezzo di trasporto ideale in questa nuova visione urbana, chiede di «sviluppare una strategia pedagogica che possa sensibilizzare la cittadinanza ad una mobilità sostenibile con azioni quali: una campagna di comunicazione del Comune attraverso social network, una lettera aperta a tutti i cittadini e scuole, la carta stampata; piste ciclabili temporanee e di prova, con segnalazione orizzontale, sia in passaggi dedicati sia in condivisione con le auto; domeniche a piedi in ampi percorsi della città che consentano a tutti di vivere in sicurezza spazi solitamente occupati dalle auto, arricchite da eventi socio-culturali e altre iniziative di partecipazione cittadina; implementazione dei Pedibus in tutte le scuole elementari per formare giovani cittadini consapevoli e attenti al proprio e all’altrui benessere psico-fisico e al rispetto dell’ambiente».

Occorrono piste ciclabili

Tutte le proposte non sarebbero attuabili nella loro interezza senza nuove piste ciclabili, le stesse già chieste più volte dalla FIAB di Asti, anche alla luce del successo che sta ottenendo il bonus mobilità per chi acquista nuove biciclette o altri mezzi ecologici, in primis i monopattini elettrici.

All’amministrazione Rasero si chiede di procedere disegnando «percorsi ciclabili per collegare i quartieri esterni al centro città e per realizzare l’anello esterno Nord – Est – Sud – Ovest, collegando i punti cardine come piazza Alfieri, la stazione ferroviaria, l’ospedale e le zone blu del centro storico».

Su queste ultime si suggerisce di definire «norme e regole per rendere sicuro e incentivare l’uso delle biciclette e il transito anche bidirezionale nelle vie del centro storico». Necessario è anche dotare la città di punti di parcheggio sicuri con rastrelliere, usando cortili ed edifici comunali, scuole, parcheggi scambiatori in periferia, meglio se video sorvegliati.

La Rete Asti Cambia chiede, inoltre, di attivare punti di bike sharing anche a favore di non residenti e turisti, e riprendere l’iniziativa della Ciclovia del Monferrato «per inserire Asti e il suo territorio nei percorsi cicloturistici piemontesi e nazionali».

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