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Pizzarotti ad Asti: «Candidare chi non ha esperienze non è un valore aggiunto»

Il sindaco di Parma, protagonista del primo burrascoso divorzio politico dal Movimento 5 Stelle, ha presentato il "partito dei sindaci" e i candidati alle elezioni

Ad Asti Pizzarotti ha presentato “Italia in Comune”

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e protagonista di uno dei primi, clamorosi, divorzi dal Movimento 5 Stelle – correva l’anno 2016 – è stato ad Asti per presentare il partito “Italia in Comune” (fondato con Alessio Pascucci) e i candidati per le prossime elezioni del 26 maggio.
L’appuntamento è stato organizzato dal coordinatore provinciale di “Italia in Comune”, Andrea Ferrua, al Centro Culturale San Secondo. Pizzarotti si è soffermato più volte sulle differenze che dividono il suo partito, detto anche il partito dei sindaci per la presenza di numerosi amministratori locali, e gli altri soggetti politici. «Siamo un partito, chiediamo ai cittadini di aprire le sezioni e fare la tessera e siamo antitetici alle forze che vorrebbero mettere “muri navali” – ha detto il primo cittadino di Parma – Purtroppo negli ultimi tempi è passato il concetto che l’ultimo che passa fuori dalla porta, senza aver mai fatto politica in vita sua, sia un valore aggiunto. Invece, secondo noi, non è così perché occorrono le competenze da parte di chi sa rispondere alle esigenze dei cittadini. E’ passata anche l’illusione che tutti decidano tutto, ma, al contrario, serve che qualcuno alla fine decida e i sindaci lo fanno tutti i giorni».

Si parte dal territorio dove lavorano i sindaci

Per Pizzarotti i politici devono avere le competenze necessarie a ricoprire il loro ruolo, ma il territorio dev’essere al centro del loro operato mentre l’istruzione e la cultura devono tornare ad avere un posto rilevante «visto che oggi – ha precisato – nessuno parla più di questi due temi».
E’ stato Andrea Ferrua, avvocato, padre di tre figli e candidato al Consiglio regionale con “Italia in Comune” a ricordare l’importanza del nuovo partito «contro slogan vuoti e promesse dall’oggi al domani buone solo a prendere voti». «Vi ricordate? – ha aggiunto il coordinatore – Parlavano di chiudere l’ILVA, fermare il TAP, che non avrebbero fatto alleanze ed è successo esattamente il contrario. Poi c’è la destra che sta diventando ingombrante e io ho paura di un Ministro dell’Interno che il giorno del compleanno di Mussolini citi “Tanti nemici, tanto onore”; questa non è l’Italia che voglio lasciare ai miei figli».
Con Pizzarotti sono giunti ad Asti l’assessore regionale Monica Cerutti, che fu eletta in SEL, ma che oggi è approdata nel nuovo partito dei sindaci, e Matilde Casa, coordinatrice regionale di “Italia in Comune” e sindaco di Lauriano (TO), paese alle porte con l’Astigiano.

Le competenze prima di tutto

«Partiamo dagli errori fatti dagli altri per non ripeterli – ha detto il sindaco – La sinistra non è capace di essere coesa; noi non abbiamo un capo che comanda dall’alto e consideriamo la competenza come valore fondamentale insieme al territorio».
Parole cui fanno eco quelle dell’assessore regionale Cerutti: «Italia in Comune è un progetto, non un cartello elettorale, un progetto che mette al centro le donne e i giovani. Siamo anche pronti a fare scelte di parte, come quelle sul contrasto alla violenza di genere che come assessore ho deciso di fare finanziando i centri antiviolenza». Ad Asti è giunto anche Lorenzo Tosa, giornalista, blogger, candidato alle Europee ed ex addetto alla comunicazione del M5S ligure. «Non sono mai stato iscritto al M5S, né attivista, ma gli curavo la comunicazione in Liguria. Poi, da dentro, ho visto come funzionava e le relazioni umane che ben poco avevano a che fare con al mia idea di politica. Il 26 maggio si dovrà scegliere tra due modelli d’Europa, tra chi vuole chiudere lo Stato dietro al filo spinato, chiudere i porti e l’accoglienza e chi, invece, è dell’idea di aprirsi all’altro. Se verrò eletto porterò il modello Riace in Europa».

Andrea Ferrua ha chiuso l’incontro spiegando i motivi che l’hanno spinto a candidarsi e, prima di salutare i tanti presenti, tra cui il sindaco Maurizio Rasero, ha voluto citare Seneca: “Non perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili. Allora osiamo!”. Un auspicio affinché anche molti astigiani si avvicinino al neo partito, che alle Regionali sostiene Chiamparino, accogliendo l’invito di Pizzarotti.

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